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venerdì 30 marzo 2018

"Un welfare aziendale per le donne" - di Filippo Di Nardo


Non solo un libro interessante, ma anche  un evento organizzato e promosso dall’Associazione AIDP Abruzzo e Molise che si è svolto a Pescara, presso la libreria “La Feltrinelli” il 23 marzo scorso.
Il libro è diviso in tre grandi sezioni: lo stato attuale della condizione delle donne divise tra lavoro e famiglia, gli strumenti a disposizione per il welfare, alcune case history.
L’autore, Filippo Di Nardo, parte da una riflessione “le donne divise tra lavoro e famiglia”, riportando dati e numeri che fanno riflettere e lasciano il lettore anche stupefatto, come arrivati nel 2018, certe problematiche siano ancora molto accentuate nel ns Paese.
Molto utile la sezione degli strumenti del welfare che illustrano anche a chi non conosce bene la materia sul cosa si può fare in tal senso. Utili e stimolanti invece le “case history” riportate che danno un segnale su cosa si è fatto in alcune aziende, ma soprattutto danno uno spunto su cosa si può fare ancora.
La condizione lavorativa delle donne nel ns Paese è ancora una piaga fatta di discriminazione e pregiudizi; per fortuna libri ed eventi come questo danno la possibilità di riflettere, agire e guardare ad un futuro più “rosa” per tutti noi. Buona lettura (Dante D'Alfonso)

IL LIBRO
UN WELFARE AZIENDALE PER LE DONNE - Le donne costrette a rinunciare al lavoro a causa degli impegni familiari sono quantificabili, secondo l’Istat, in circa 10 milioni in un arco temporale di 10 anni. In altri termini, questo significa che il 41% della popolazione femminile tra i 18 e i 74 anni ha dovuto, forzatamente, rinunciare al lavoro o ad opportunità di carriera e di crescita professionale. Questo, a causa di impegni di natura familiare, compresa la gravidanza, che non permettono in molti casi una virtuosa conciliazione dei tempi. Il welfare aziendale per le donne è un valido strumento di sostegno nella condizione lavorativa e di carriera soprattutto nell’ottica di una conciliazione tra gli impegni di lavoro e quelli del carico familiare. Rispetto agli strumenti di natura statale e a quanto indicato dalle norme in tema di maternità, sostegno familiare e conciliazione dei tempi, il welfare aziendale rappresenta un’integrazione privata di grandissimo valore e utilità. Un’opportunità che in molti stanno cogliendo. Il libro contiene l’indagine Manager italia - Edenred 2017 su welfare aziendale e donne manager.

L’AUTORE
FILIPPO DI NARDO -Classe 1970, vive e lavora tra l’Abruzzo e Milano. Giornalista esperto di mercato del lavoro, ha collaborato con Italia Oggi, Europa, Technopolis (Il Sole 24 Ore), ICTbusiness e La Mia Partita Iva. Già direttore responsabile di Human Training, bimestrale dedicato allo sviluppo delle risorse umane e autore del format tv Eureka, in onda su Telelombardia, realizzato in collaborazione con La Stampa e condotto da Walter Passerini. Nel 2000 ha fondato Bread&RosesTV, una delle prime webTv italiane dedicate ai temi del lavoro nella new economy con la quale ha vinto la targa d'argento per la comunicazione pubblicitaria Mario Bellavista. E' autore di diversi libri e pubblicazioni sul mondo del lavoro e dell’impresa. Già docente a contratto per il Master in Comunicazione del Lavoro dell'Università Cattolica di Milano, ha realizzato numerose consulenze di comunicazione per importanti organizzazioni sindacali e imprenditoriali nazionali. Ha pubblicato diversi saggi su lavoro e impresa tra cui “Il futuro del welfare è in azienda” (2015), “Nove mosse per il futuro” (2016), “L’evoluzione del welfare aziendale in Italia” (2016)

A.Orfanelli. G.Nardone, R.Credidio, F.Di Nardo




lunedì 18 dicembre 2017

Donne e potere: un punto di vista “differente”. - CB 1 dic 2017

Evento Aidp Abruzzo e Molise presso la Confindustria di Campobasso.

“Donne alla guida di pratiche che cambiano le aziende”. Questo il titolo dell’evento promosso dall’AIPD Abruzzo e Molise lo scorso 1 dicembre presso la sede dell’Associazione Industriale del Molise. Il tema è di grande attualità e interesse. Infocamere ci ricorda come in un anno, dal 31 marzo 2016 allo stesso periodo del 2107, le imprese a guida femminile sono passate da 1 milione e 308 mila circa a 1 milione e 316 mila. Il numero delle donne sta crescendo nei ruoli apicali e di responsabilità nelle aziende, ma il gap (storico) da colmare è ancora elevato.  Il tema principale, tuttavia, che la tavola rotonda di Campobasso, che ha visto la presenza di numerose e importanti donne manager del territorio, oltre a Isabella Covili Faggioli Presidente nazionale di AIDP (la principale associazione dei direttori del personale italiana), s’è posto è un altro, ossia: in che modo il punto di vista femminile nei ruoli dirigenziali ha cambiato il modello di gestione, di organizzazione e la vision dell’impresa? La tesi di partenza sostenuta da Luisa Pogliana - una vita come dirigente e consulente d’impresa, Presidente dell’associazione Donne Senza Guscio e autrice, tra gli altri, del libro  “Esplorare i confini. Pratiche di donne che cambiano le aziende” (Guerini Editore) – nel suo intervento di apertura è che le donne, in genere, sono portatrici di una visione della gestione impresa, e in definitiva del potere, diversa: una cultura femminile fondata sostanzialmente sui concetti di fiducia e opportunità, in contrapposizione ad una concezione, prevalentemente maschile, fondata sui concetti di dominio e controllo. Non solo, ma la specificità femminile nei ruoli dirigenziali ha significato un’evoluzione dell’idea di organizzazione aziendale più attenta anche alla dimensione privata dei dipendenti in una logica di  conciliazione vita-lavoro e di smart working e in definitiva verso un concetto più efficace di benessere e lavoro. 

Un management al femminile, quindi, concepito non solo come un insieme di tecniche e metodi ma anche, forse soprattutto, come strumento di valori. Visione condivisa dalle altre donne manager che hanno partecipato in qualità di relatrici come Rossella Ferro, imprenditrice del settore agroalimentare, direttore marketing del  Pastificio La Molisana e vice presidente Confindustria Molise; Lolita Gallo, attuale Direttore Generale per la Salute della Regione Molise; Antonella Tortola, Amministratore unico di DR Automobiles e, unica vice maschile dell’evento, Francesco Tufarelli , Segretario Generale dell'Automobile Club d'Italia.  

Entusiasta Rossella Ferro, nel suo ruolo di Vice Presidente della Confindustria Molise, che ha ospitato l’evento. “E’ stato un incontro di grande livello e interesse alla presenza di alcune delle migliori espressioni manageriali femminili della nostra Regione.  Siamo contenti di averlo ospitato e di poter contribuire all’avvio delle iniziative di AIDP sul nostro territorio affinché il management delle aziende maturi il bisogno ed il valore  di confrontarsi”.  L’appuntamento, infatti, è stato il punto di partenza di una rinnovata presenza e attività nella regione molisana dell’Aidp Abruzzo e Molise, che si propone una serie di iniziative periodiche con lo scopo di coinvolgere numerosi direttori del personale e più in generale manager e professioni legate alla direzione del personale del territorio.

Alfonso Orfanelli, Presidente  Aidp Abruzzo e Molise  ha concluso l’incontro affermando che ”lo spessore dei contenuti e dei relatori che ci seguono in questi incontri, mi gratificano nel mio ruolo di presidente del Gruppo Abruzzo e Molise. Questo primo evento dopo diversi anni di assenza da questo territorio, ha la finalità di presentare la nostra associazione per dare avvio ad una serie di relazioni sinergiche capaci di promuovere e sostenere le iniziative e i progetti che l’associazione promuove ed attiva in ambito nazionale”. (Filippo Di Nardo) 

giovedì 15 giugno 2017

WELFARE AZIENDALE - Quali prospettive per le aziende?

Le strade del Welfare aziendale si stanno sviluppando a ritmo serrato e costante. Da un lato avvantaggiata dalla Legge di Stabilità, dall’altro grazie all’introduzione di un Welfare “obbligatorio” per le aziende del settore Metalmeccanico, questa prospettiva è ormai sempre più reale e presente in molte aziende. In una direzione perché si aumenta il potere di acquisto, in un’altra per andare incontro alle necessità personali, tornando a dare un valore al tempo libero. Uno scenario, insomma, che sembra accontentare tutte le parti coinvolte. Ed è stato proprio questo l’argomento fulcro di cui si è discusso giovedì 25 maggio nell’incontro organizzato da AIDP Abruzzo & Molise: “Il Welfare aziendale: quali prospettive per le aziende”.
Il confronto sull’argomento è stato quanto mai plurilaterale, grazie alle testimonianze sia delle aziende, che del sindacato e del mondo accademico, con il coordinamento del Presidente AidP A&M Alfonso Orfanelli.
È toccato proprio ai rappresentanti del mondo universitario, introdotti da Tommaso Prete, aprire l’incontro. Prima di presentare i risultati del progetto che la nostra Associazione ha portato avanti con la Facoltà di Psicologia dell’Università D’annunzio di Chieti, i referenti hanno presentato il lato più innovativo del nuovo corso di Laurea Specialistica in Psicologia. Una collaborazione che ha avuto lo scopo di portare gli studenti a contatto diretto col mondo del lavoro, per toccare con mano ciò che li aspetta, nell'ambito di una psicologia definita “attiva”. Collaborazione nata anche dall’ispirazione stessa di questo Corso di Laurea, ideato con l’intento di studiare tutti quei processi mentali che guidano la persona nella vita quotidiana e all'interno di un sistema come, appunto, quello del mondo del lavoro. Sono stati infine presentati i risultati del questionario condotto tra i partecipanti agli incontri organizzati in collaborazione con AidP: risultato più che positivo, in quanto questo filone è stato considerato uno dei più stimolanti ed utili. Gli incontri, che hanno suscitato negli studenti profondo interesse, sono stati per loro soprattutto fonte di ispirazione e punto di miglioramento, per via della chiarezza di esposizione da parte dei relatori.
La parola è poi passata a Maura Zuccarini, HR Manager di Ball Corporation per la sede di San Martino (CH), che ha presentato il piano di Welfare introdotto in azienda, col nome “Well-Fare” e attorno al quale è stata costruita una campagna di comunicazione mirata. Progetto avviato prima che il Welfare divenisse “pane quotidiano” per le aziende e studiato e cucito ad hoc per questa realtà. Lo studio del piano è iniziato dalla valutazione dei fabbisogni dei dipendenti, chiedendo direttamente loro quale dovesse esser l’area di applicazione prioritaria. Si è attuata, quindi, l’offerta di un orientamento professionale per i figli dei dipendenti, fino ad arrivare ad aiuti più vicini al “quotidiano”, come il servizio lavanderia in azienda e il carrello della spesa, la possibilità di effettuare acquisti tramite il servizio di mensa aziendale, passando per attività quali la creazione di uno spazio caffetteria comune e decisamente più accogliente o la fornitura di nuove divise disegnate appositamente per i dipendenti di questo stabilimento. Il passo più recente è stato quello dell’adesione ad una piattafoma di flexible benefit per consentire ai dipendenti che lo desiderino, di aderirvi destinando una parte dei premi di produttività.
Anche Raffaele Credidio, Direttore HR di Micron Technology ha raccontato il suo progetto di Welfare, ispirato all'idea che “anche noi possiamo incidere e cambiare il mondo, o almeno quello intorno a noi”. Un piano di Welfare a doppio senso: da un lato quello “imposto” dalla casa Madre, dall’altro quello locale, ispirato alla semplicità. Il primo passo è stato quello di ridare un valore al tempo, introducendo la flessibilità oraria (controllo trimestrale degli orari di lavoro) e il remote working. Altra parte di attività è stata quella che ha visto l'attivazione di un’area di Welfare che “si prendesse cura” della persona, con l’introduzione di un’assicurazione sanitaria per i dipendenti e per le loro famiglie e un’assicurazione vita a beneficio dei familiari. 
Un confronto a tutto tondo, insomma, che ha chiarito come le vie del Welfare aziendale siano sempre più numerose; l’idea che ne è emersa è che la strada del Welfare sia solo ad un livello iniziale e che col passare del tempo le aziende avranno sempre più, oltre che il desiderio, la necessità di far ricorso a questa forma di reward. Il tema è destinato a diventare sempre più caldo e centrale nella vita delle aziende: occorre solo non farsi trovare impreparati!
E sicuramente non sono impreparati i sindacati, che si confrontano quotidianamente con le aziende e con i lavoratori sul tema del Welfare.
Ha partecipato all’incontro Gianluca Ficco, Segretario nazionale della UILM, divisione della UIL specializzata sul settore metalmeccanico.
Dopo aver attentamente ascoltato le testimonianze di Maura Zuccarini e Raffaele Credidio, che hanno portato la loro esperienza e le loro motivazioni lato azienda, Gianluca Ficco ha esposto il punto di vista dei lavoratori, rispondendo alle domande di Alfonso Orfanelli.
Il core delle tematiche affrontate è da ricercarsi nella percezione del Welfare da parte dei lavoratori.
Se da un lato si avverte la maggiore vicinanza dell’azienda alle necessità e ai desideri dei lavoratori, dall’altro c’è ancora un certo scetticismo dovuto a due motivi principali: il primo è che il bonus erogato sotto forma di Welfare non confluisce nei contributi pensionistici, per cui è “perso” in ottica futuro a lungo termine; il secondo è che spesso le politiche di Welfare vengono recepite come un tentativo delle aziende di risparmiare quanto più possibile a proprio esclusivo vantaggio.
Ficco ha voluto poi portare un esempio concreto di come un contributo aggiuntivo delle aziende possa essere apprezzato dai lavoratori, parlando del caso FCA, da lui seguito direttamente.
Per favorire una maggiore adesione e migliorare la percezione dei lavoratori sul Welfare, sindacato e azienda hanno concordato di destinare un 5% aggiuntivo, a carico dell’azienda, al bonus dei lavoratori, un modo per condividere parte dei risparmi derivanti dalla detassazione del Welfare puro.
Un ulteriore aspetto, non meno importante e sicuramente centrale nelle valutazioni delle aziende, è la flessibilità di scelta nell’utilizzo del bonus: un’accurata analisi dei fabbisogni e un’ampia offerta, garantirebbero un apprezzamento più ampio nella popolazione aziendale.

In conclusione, l’evento promosso e coordinato da AidP ha messo in luce tante tematiche interessanti e posto in rilievo punti di vista per il momento ancora parzialmente in disaccordo, ma che vogliono virare nella stessa direzione: il benessere del lavoratore. (Manuela Di Guglielmo, Fabio Lattanzio)

sabato 14 maggio 2016

ETICA DEL LAVORO - Centralità della Persona e bene comune

ETICA DEL LAVORO - Centralità della persona e bene comune

Hotel Serena Majestic – Montesilvano, 6 maggio 2016

La nostra associazione AIDP Abruzzo e Molise, ha sempre avuto
la consapevolezza del delicato ruolo di “cerniera” che l’HR gioca quando si presentano situazioni in cui un management, sempre più orientato al conseguimento di risultati, prende decisioni discutibili da un punto di vista “etico”.
In queste occasioni l’HR deve coagualare delle sue strategie per argomentare e orientare le scelte del management affinché consegua i risultati desiderati e, al contempo, operi dimostrando la sua attenzione al bene comune dei propri stakeholder (persone, comunità di riferimento, ambiente, ecc).
E’ proprio in questa prospettiva di voler dare ai manager HR nuovi spunti di riflessione sui principi alla base di scelte “etiche”, è stato organizzato l’incontro “Etica del Lavoro” a cui è stato invitato come relatore p. Natale Brescianini, monaco benedettino e abate del monastero di Monte Giove (Fano), con trascorsi aziendali. Queste due dimensioni, spirituale e aziendale, nel tempo hanno trovato in lui una sintesi, generando delle competenze che oggi mette al servizio di tutti, sia come coach che come formatore.
Il suo intervento ha preso spunto da alcuni capitoli della Regola di San Benetto, i cui principi, ispirati al bene comune, che, a suo dire, mantengono la loro validità ieri come oggi.
Il suo invito, all’inizio dell’intervento, è stato: diventate Contemplativi! Ci ha spiegato che la radice di contemplazione è en-optico, ossia guardare dentro, cambiare prospettiva. E’ proprio questa dimensione di cui abbiamo bisogno e proseguendo ce lo spiegato attraverso riflessioni e aneddoti.
Molte delle indicazioni presenti nella Regola hanno un parallelismo con concetti di management, come ad esempio il concetto di Bene Comune, che lo si può assimilare ai concetti di: win-win, sinergia, relazione e reciprocità. L’altra evidenza è che nella Regola la persona è posta sempre al centro, non come puro oggetto di attenzione,  ma come elemento di una rete in cui ciascuno da la sua eccedenza, ossia va addirittura oltre quello che prevede la regola. Tale condizione la potremmo assimilare al concetto di Proattività, caro alle aziende, che ha in sé l’andare oltre per un qualcosa che serve effettivamente agli altri, alla comunità, all’organizzazione, ma che non è chiesto.
Parlando del motto benedettino, che usualmente conosciamo come “Ora et Labora”, ce lo ha formulato come realmente è, ossia: Ora et Lege et Labora; poi ci ha chiesto: qual è, secondo voi,  la componente più importante di tale motto? Dopo vari interventi che si concentravano nel posizionare in vario modo i tre elementi, p. Natale, con semplicità ci ha cambiato drasticamente la prospettiva rivelandoci che l’elemento più importante è l’“ET”, lasciandoci sorpresi da tale verità.
Andando verso la conclusione ci ha parlato di alcune Competenze indispensabili per essere un buon monaco: il Silenzio e l’Ascolto. Silenzio come “silentium” che è assenza di rumore e “taciturnitas” che, a differenza del senso che comunemente attribuiamo a questa parola, vuole dire … amore per la parola.
L’Ascolto come “auscultare” ossia, sentire, meditare (andare all’essenziale) per decidere e agire.
A conclusione dell’intervento, per farci comprendere con efficacia il concetto di dono, ha raccontato la storiella degli 11 cammelli, la cui morale è: quando si dona qualcosa di sé, di proprio, si è tutti più ricchi.
Queste nostre poche righe non possono rendere la ricchezza, la profondità degli stimoli ricevuti e l’apprezzamento dei presenti. Quest’ultimo si è reso manifesto nel tenore vivace del debriefing che è seguito all’intervento, al quale hanno preso parte alcuni ospiti invitati in rappresentanza del mondo aziendale ed HR ed i presenti.
A chi ha partecipato all’evento, il compito di trarre ispirazione dal motto “Ora et Lege et Labora” per rivedere la prospettiva con cui si è abituati a guardare le situazioni di ogni giorno, siano esse di vita che aziendali, per tenere conto di qual é il “Bene Comune” da considerare, bene comune che è la cenerentola di questi nostri tempi e di cui tutti ne capiscono il valore ma pochi sanno come poterlo realizzare, HR compresi. (Hector Nardone)







venerdì 17 aprile 2015

Presentazione del libro "FLESSIBILITA' vs PRECARIETA' " di F.Rotondi - Pescara 4 maggio 2015

Lo Studio Legale LABLAW, AIDP Abruzzo e Molise con il patrocinio di CONFINDUSTRIA CHIETI/PESCARA
è lieto di invitarLa alla presentazione del libro:

FLESSIBILITA’ VS PRECARIETA’
Il Jobs Act di Matteo Renzi da che parte sta?

di Francesco Rotondi

Pescara, Lunedì 4 maggio 2015
ore 16.30 – 18.30 
Confindustria Chieti Pescara Via Raiale, 110/bis

La confusione regna sovrana quando di parla di lavoro. Prevale la propaganda a scapito della ragionevolezza e della comprensione dei reali processi in atto nell’economia e nei modelli di organizzazione del lavoro. In questo caos mediatico posizioni largamente minoritarie nel Paese trovano terreno fertile per affermarsi come idee prevalenti. È passato il messaggio sbagliato, ossia l’equiparazione di due concetti profondamente distinti ma rappresentati, soprattutto nel circo mediatico, come sinonimi e intercambiabili: parliamo di flessibilità e precarietà. La realtà, però, è un’altra e l’autore con questo libro si pone l’obiettivo, ambizioso, di riaffermare le giuste differenze.

Ne parleranno con l’autore:
Isabella Covili Faggioli Presidente AIDP Nazionale
Raffaele Credidio – EMEA HR Director Micron
Geremia Mancini – Dirigente sindacale già Segretario Generale UGL

Modera: Filippo Di Nardo, giornalista esperto di mercato del lavoro 

scheda del libro
"FLESSIBILITA' vs PRECARIETA' " - Il Jobs Act du Matteo Renzi da che parte sta? (2015 ed. Rubettino) - La confusione regna sovrana quando si parla di LAVORO. Prevale la propaganda a scapito della ragionevolezza e della comprensione dei reali processi in atto nell'economia e nei modelli di organizzazione del lavoro. In questo caos mediatico posizioni largamente minoritarie nel Paese trovano terreno fertile per affermarsi come idee prevalenti. E' passato il messaggio "sbagliato", ossia l'equiparazione di due concetti profondamente distinti ma rappresentati, soprattutto nel "circo mediatico", come sinonimi e intercambiabili: parliamo di flessibilità e precarietà. Qualsiasi rapporto o contratto di lavoro a tempo è identificato con l'aggettivo "precario" senza nessun distinguo. Non esiste più il concetto di flessibilità ma solo quello di precarietà che l'ha fagocitato e metabolizzato. La realtà però è un'altra. Flessibilità e precarietà non sono sinonimi ma concetti contrapposti. La flessibilità è positiva ed è distinta dalla precarietà. Questo libro spiega perché, con l'ambizione di riaffermare le giuste differenze.

Gli autori
FRANCESCO ROTONDI - Avvocato, giuslavorista, docente di diritto del lavoro è socio fondatore di LABLAW Studio Legale. La sua esperienza si focalizza nel settore del diritto del lavoro, nelle RELAZIONI industriali e nelle relative controversie. Artefice dell'implementazione del lavoro interinale in Italia, assiste alcune delle più importanti multinazionali presenti nel nostro Paese.

FILIPPO DI NARDO - giornalista specializzato sui temi del lavoro. Direttore responsabile di KONGnews.it e già direttore responsabile del bimestrale human Training, ha collaborato con Italia Oggi, Europa e Technopolis. Autore televisivo di Eureka, formar di Walter Passerini, in onda su Telelombardia e realizzato in collaborazione con La Stampa, ha scritto numerosi saggi sul lavoro tra cui per Rubettino: "McJob. Il LAVORO DA McDonald's Italia e Networkers".

giovedì 11 dicembre 2014

UN VIAGGIO NELLO SPAZIO - Photogallery

Un viaggio nello spazio tra delocalizzazione ed integrazione culturale

A Pescara il 21 novembre 2014 presso l’Aeroporto Internazionale d’Abruzzo, l’Associazione Italiana Direzione del Personale Abruzzo & Molise ha presentato un evento fuori dai confini: un viaggio nello spazio.
Dove lo spazio rappresenta la nazione scelta da un’azienda per investire all’estero. L’avventura del viaggio parte sempre con delle idee preconcette su ciò che ci attenderà, ma quali prove aspettarsi effettivamente da un’attività di internazionalizzazione lo spiegano in pochi.
Le contaminazioni culturali, l’avvicinamento interculturale tra i popoli diventano la quotidianità per chi si apre allo spazio, al mondo esterno. Come affrontarle in modo vincente, facendo delle diversità il punto di forza di un team e dell’immagine aziendale
 Questa è una sezione del Photogallery. Buona visione.