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lunedì 26 marzo 2018

Tour Aziendali: NORDIMPIANTI SYSTEM srl


Il progetto “Tour Aziendali”, nato dall’unione tra Crelavorogiovani e AIDP, arriva al suo quarto incontro: protagonista è NORDIMPIANTI SYSTEM S.R.L.
NORDIMPIANTI SYSTEM è un’azienda che da 40 anni svolge la sua attività nella costruzione di macchinari per la lavorazione del calcestruzzo. Sin dalla sua creazione nel 1970, Nordimpianti ha rivestito un ruolo da leader nel mondo della fornitura di macchinari e di linee di produzione complete per la realizzazione di elementi in calcestruzzo precompresso. L’azienda, situata a Chieti, ha acquisito negli ultimi anni clienti in tutto il mondo ed è attualmente presente in oltre 40 paesi.
Il successo della Nordimpianti è frutto dell’unione fra tecnologia ed esperienza messe al servizio del Cliente che può contare su un team tecnico altamente specializzato per dare nuovo slancio al proprio business.
Nata come azienda familiare, oggi è guidata dalla seconda generazione nella persona dell’Ingegner Gianpiero Gagliardi, che ha partecipato attivamente al tour aziendale,  e si colloca al centro tra il settore meccanico, elettronico, pneumatico e dell’automazione, vantando collaborazioni con cinquanta nazioni estere sviluppate grazie alla forte espansione dell’impresa in un periodo di grande complessità economica.
La crisi che ha colpito l’Europa e il mondo intero (molti settori, soprattutto quello edile) non è stata una barriera per quest’impresa che ha trovato sul mercato estero i suoi maggiori clienti. Emerge in questo modo l’importanza delle lingue straniere come strumento di sviluppo d’internazionalizzazione e promozione del “Made in Italy” all’estero.
NORDIMPIANTI si contraddistingue anche per l’investimento che opera sulle persone e sulla loro appartenenza all’organizzazione generando, in questo modo, un buon clima organizzativo. Il brand è rafforzato, prima di tutto, dalla stretta sinergia che la casa madre ha con tutto il mondo (grazie a un’efficace sales network) e, in secondo luogo, al sapersi distinguere dalla concorrenza, puntando sulla qualità dei prodotti e la personalizzazione degli strumenti, sulla ricerca e sull’investimento nella progettazione e costruzione di nuovi macchinari, e infine, sulla cooperazione tra le risorse.
La Dott.ssa Stefania Gentili, HR Manager, ha spiegato gli step fondamentali del processo di selezione presso NORDIMPIANTI: l’ultima fase è ritenuta la più importante perché costituita da un colloquio in lingua inglese con un madrelingua. I profili ricercati sono spesso di tipo tecnico (settori ingegneristico, meccanico ed elettronico), e/o commerciale (vendita e contabilità); a questo proposito l’azienda coltiva contatti con gli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore del territorio.
La Dott.ssa Gentili ha inoltre sottolineato, insieme alla Dott.ssa Daniela Consorte, Marketing Coordinator, come un buon curriculum debba essere sempre accompagnato da un’idea originale che possa permettere di contraddistinguersi dai propri competitor ed aumentare le probabilità di avere un’opportunità lavorativa.
Affiora in modo evidente in questo quarto step dei Tour Aziendali l’importanza del Saper Essere, oltre che del Sapere e del Saper Fare, nell’attuale mercato del lavoro sempre più concorrenziale: infatti, oltre al titolo di studio l’azienda cerca nei candidati originalità, anticipazione e pianificazione per raggiungere gli obiettivi aziendali.
Non perdete i prossimi appuntamenti e le tantissime novità 2018!

A cura di Marcella Celli

FATER SPA: le persone al centro dell’eccellenza


La terza tappa dei “Tour Aziendali”, progetto nato dalla collaborazione tra AIDP e CreaLavoroGiovani, vede come protagonista “Fater Spa”, fondata nel 1958 dalla famiglia Angelini, dal 1992 joint-venture paritetica fra il “Gruppo Angelini” e “Procter&Gamble”. Fater, leader nel mercato italiano dei prodotti igienici assorbenti per la persona, è un’azienda innovativa che si è conquistata la fiducia dei suoi consumatori grazie al costante sviluppo di prodotti di qualità. È un’azienda che pone tra i suoi valori fondamentali l’innovazione, il dialogo continuo con i consumatori e la crescita sostenibile, ultimo tema al centro di un recente progetto altamente  innovativo per il riciclo di prodotti assorbenti per la persona.
L’incontro si è aperto con l'intervento del dott. Nardone (HR & Organization Director), che ha esposto la storia, la mission e la vision dell’azienda. La storia di Fater ci racconta di una continua evoluzione, con cambiamenti talvolta veloci, dell’aumento della complessità dei piani d'azione, dell'ingresso in nuovi mercati, dei processi di internazionalizzazione. Tale evoluzione ha portato l'azienda a moltiplicare le sue sedi, oggi presenti in Italia, Portogallo, Turchia, Marocco e Russia, con l’Headquarters ubicato a Pescara. La Vision aziendale guarda sia ai prodotti, con la “crescita di valore” rivolta ai suoi brand e alle persone, sia ai dipendenti, puntando ad essere “il miglior luogo di lavoro possibile” . Fondamentali in tal senso i desired behaviours dell'azienda: Collaboration, Entrepreneurship & Empowerment.
Il secondo tema dell'incontro è stato quello della digitalizzazione e del suo impatto sul settore HR dell'azienda. Gli strumenti digitali hanno apportato cambiamenti in primo luogo nella formazione, con un portale dedicato, caratterizzato dalla possibilità di scegliere in autonomia i percorsi formativi individuali ed una vera e propria “palestra digitale”, volta all'acquisizione  delle competenze digital attraverso tecniche di gamification; in secondo luogo, le nuove tecnologie hanno modificato anche le strategie di recruiting, oggi semplificate da un database che racchiude gli innumerevoli CV che l’azienda riceve. Ciò permette di ottimizzare i processi, gestire al meglio i Big Data e avere nuove strategie di employer branding e creare nuove strategie di comunicazione.
Gli strumenti digitali consentono di essere più flessibili come organizzazione e di avere una comunicazione aziendale interna ed esterna continua, trasparente e libera. 
Il settore HR ha visto, inoltre, l'introduzione di nuove tipologie di benefit, come la possibilità di fruire di premi aziendali attraverso crediti welfare, spendibili in formazione, salute, tempo libero.
Tutto ciò mostra come Fater ponga le persone al centro del funzionamento aziendale, rompendo le barriere della formalità e navigando insieme verso una crescita costante.
Nella parte conclusiva del nostro tour, abbiamo avuto il piacere di visitare il “BIC” (Business Innovation Center), centro d’eccellenza in Italia in ambito trade marketing innovation, in cui si svolgono attività di ricerca sperimentale, ad esempio sui comportamenti dei consumatori e le modalità di acquisto e consumo.
Questo, in sintesi, il terzo incontro dei Tour Aziendali. Cogliamo l’occasione per ringraziare le aziende che hanno aderito all’iniziativa e che nei prossimi mesi ospiteranno i nostri giovani soci all’interno delle loro sedi. I prossimi appuntamenti: il 15 Febbraio sarà “Geldi” a fare gli onori di casa.
Non andiamo oltre, per lasciare al lettore/socio la curiosità di scoprire le ulteriori date del 2018!

A cura di Gianfranco Russo
con la collaborazione di Elisa Maiolo
e Maria Antonietta Pellicciotta

mercoledì 1 novembre 2017

Tour aziendali: FORAPACK

Il progetto “Tour Aziendali”, nato dalla collaborazione sinergica fra Crea Lavoro Giovani e AIDP, procede con la sua seconda tappa.
La visita alla FORAPACK porta, così, alla scoperta di uno stabilimento di 4000 mq, interamente dedicato alla produzione di imballaggi flessibili innovativi, destinati al settore food. Difatti, oggi, l’azienda locale vanta collaborazioni all’interno di vari Paesi della Comunità Europea, ottenuta grazie ad una produzione di nicchia declinata in una miriade di possibilità: all’interno dello stesso stabile, più di 20 collaboratori cooperano in ragione di un’unica Mission che pone al centro la soddisfazione del cliente.
Tuttavia, se così continuassero queste righe, si avrebbe ragione di domandarsi se non bastasse una banale ricerca su internet per reperire queste informazioni e si cadrebbe nell’errore di sottovalutare l’importanza della partecipazione ad un progetto come quello di cui sopra.
Ed è proprio per questo che è bene dire di come l’incontro alla FORAPACK non si sia tradotto in un mero spot pubblicitario: perché lo spazio dedicato alla presentazione aziendale, come siamo ormai abituati a pensarla, è stato di soli pochissimi minuti, per lasciare spazio alla voce dell’HR Manager che ci ha guidati nel ripercorrere i suoi passi nello stabile di Poggiofiorito.
Il reparto stampa, il reparto laminazioni, il reparto taglio e monopiega, il reparto perforazioni, il reparto saldatura; così era composto lo stabilimento al momento dell’arrivo di Fausto Zulli in azienda e lui stesso ha raccontato di essersi trovato dinnanzi a cinque FORAPACK.
Il progetto “Tour”, invece, ha fatto la sua seconda fermata in un luogo dove ogni singolo collaboratore aziendale offre la propria esperienza decennale in materia di ricerca e sviluppo, a testimonianza dell’impegno e del coinvolgimento razionale ed emotivo di ciascuno verso la propria realtà lavorativa. A ragion veduta si può affermare che il rafforzamento del brand abbia preso le mosse da una vera e propria ristrutturazione interna, intenta a produrre un aumento di fatturato solo dopo aver prodotto una “culture fit”.
Una partita basata su un grande scambio di fiducia, quella fra Fausto Zulli e la FORAPACK: un’apertura basata sul compiere un sacrificio iniziale per non ritrovarsi in scacco nel futuro.
La visione d’insieme la strategia: quella visione che concepisce innovazione e sviluppo come indissolubilmente legati ad una rivalutazione del capitale umano. Lì dove ogni collaboratore era già testimonianza di un forte potere contrattuale, legato all’esclusività della propria formazione, vigeva la necessità di riscoprirsi, di confrontarsi e di abbattere finalmente quelle barriere invisibili createsi fra i reparti: vigeva la necessità di formarsi trasversalmente.

È la figura di un leadership situazionale quella incontrata in questa tappa del Tour: Fausto Zulli ha mostrato alla FORAPACK un nuovo metodo di volgere lo sguardo verso il futuro e a Crea Lavoro Giovani e AIDP quanto un costante sviluppo dei valori soft o cosiddetti umanistici possa essere fondamentale per determinare l’impronta di un brand nel futuro.

lunedì 9 ottobre 2017

Tour aziendali: White Bakery: intuizione e sviluppo

“Manhattan, la sua cucina, la sua multiculturalità, il suo "Good American Food" aperto alle contaminazioni, in un'atmosfera retrò, attenta più di tutto all' esperienza del cliente”

sono gli elementi essenziali di White Bakery, franchising della ristorazione, che ha ospitato il primo incontro dei nostri "Tour Aziendali". Il progetto nasce dalla stretta sinergia tra AIDP Abruzzo e Molise e l'Associazione CreaLavoroGiovani, con l'intento di portare i giovani associati all'interno delle realtà aziendali del territorio, conoscerne la storia, la mission, le caratteristiche e le figure professionali, coglierne la cultura e il know how, apprendere dalle singole esperienze.
Ivan Perazzetti – cofondatore di White Bakery, insieme al fratello Luca – ha illustrato la storia
dell'azienda, l'idea iniziale, la rapida crescita e le sfide attuali. White Bakery nasce dalla passione di Luca Perazzetti per gli Stati Uniti e la cucina made in USA e dal coraggio di seguire un'intuizione, che ha trasformato, in breve tempo, un bar in una catena di franchising in continua crescita. Il passaggio da un singolo punto di ristorazione al franchising, ha comportato un riassetto dell'organizzazione, l'ampliamento delle figure professionali al suo interno, l'implementazione di strategie di monitoraggio volte al moglioramento delle procedure, la necessità di trasferire il know how di produzione e gestione, nonché il concept White Bakery a tutti i locali. Quest'ultimo tema è stato al centro dell'intervento del Direttore Franchising & Operations, Dante D'Alfonso.
Ivan Perazzetti ha inoltre raccontato la sua esperienza professionale, passando attraverso riflessioni sulla cultura imprenditoriale, l'organizzazione aziendale e l'approccio al mondo del lavoro, trasmettendo ai ragazzi fiducia nei propri strumenti e nella possibilità di realizzare le proprie passioni.
Nel corso dell'incontro, la responsabile del Punto Vendita White Bakery C.C. Arca, Francesca Cirrone, ha parlato dell'attenzione verso i prodotti, realizzati all'interno dei singoli punti di ristorazione e della centralità dell'impegno costante per la crescita professionale. Tra gli aspetti che ci hanno maggiormente colpito l'attenzione alle esigenze del cliente, che si declina ad esempio nel valore attribuito alla cordialità e al sorriso, in un'ampia gamma di piatti veg, nel rendere disponibili tutti i prodotti in qualsiasi momento della giornata.
Gabriele Mastrogiacomo - buyer ha sottolineato l'importanza che l'apertura all'esperienza e all'apprendimento costante hanno avuto nella sua carriera, iniziata con la necessità di un lavoro occasionale nel corso degli studi universitari.
Il suo intervento ha costituito una forte esortazione alla proattività.

Questo è solo il primo, stimolante, incontro dei Tour Aziendali. Cogliamo l’occasione per ringraziare le aziende che hanno aderito all’iniziativa e che nei prossimi mesi ospiteranno i nostri giovani soci all’interno delle loro sedi. Sono già in calendario i prossimi appuntamenti: il 9 ottobre saremo presso Forapack Srl, il 27 ottobre sarà la volta di Fater srl, il 6 novembre saremo ospiti di Nordimpianti, il 18 dicembre sarà Micron a fare gli onori di casa. Non andiamo oltre, per lasciare al lettore/socio la curiosità di scoprire le novità del 2018!

A cura di Maria Antonietta Pellicciotta
e Elisa Maiolo
con la collaborazione di
 Manuela Candeloro
Lisa D'Addario

Maurizio Martelli

domenica 5 febbraio 2017

"NETWORKING & LAVORO - Come valorizzare le relazioni professionali" di Marco Vigini

Il motto di questo libro si potrebbe riassumere in questa frase: “Non è mai troppo tardi per avere una vita professionale ricca e felice”. Infatti in un momento può accadere ciò che non si sperava potesse avvenire in una vita. La maggioranza di noi tende a guardare lontano e a cercare chissà dove le proprie felicità, anche lavorative. In realtà la vera magia è cercare in noi la scintilla che è pronta ad accendersi in ogni momento ed alimentarla anche e soprattutto attraverso le relazioni il “networking”. Se ci riflettiamo è una pratica che facciamo tutti i giorni: per fare business, trovare amici, viaggiare, ecc. A livello lavorativo il networking è utile per : fare il proprio lavoro, per avere informazioni, per farsi conoscere, per cercare lavoro. Potremmo definire il NW dicendo che è “un inesauribile impegno a costruire relazioni vere, ricche e durature”. Il segreto di un NW ottimale è prima di tutto scoprire cosa poter fare per qualcun altro. Si tratta di un atteggiamento mentale di apertura e non un atteggiamento che deve per forza portare ad una conclusione. Fare NW non si traduce in una richiesta di lavoro. Il testo si presenta come un utile strumento per tutti coloro che sono alla ricerca di nuove opportunità professionali ed avranno la possibilità di raccoglierle in modo autonomo utilizzando strategie positive del NW. Buona lettura

SCHEDA DEL LIBRO
Il libro presenta il networking come un nuovo paradigma del mercato del lavoro grazie a una metodologia scientifi ca, rigorosa e innovativa. Il tema viene affrontato attraverso testimonianze ed esperienze sul campo, per trasmettere al lettore strumenti utili e facili da usare, in grado di rafforzare e ampliare la rete di relazioni, anche attraverso un uso consapevole e strategico di LinkedIn, che diventa il "braccio armato" del networking. Il networking trova quindi, in questo volume, la dignità di una vera e propria competenza manageriale sempre più strategica in un mercato del lavoro che sta vivendo un'evoluzione straordinariamente veloce, anche grazie alla rivoluzione digital cui stiamo assistendo.

L’AUTORE

Marco Vigini - Laurea in giurisprudenza, master in analisi transazionale e diploma di counselor. Vanta un'esperienza di oltre 21 anni nella direzione delle risorse umane.Gli ultimi 8 anni li ha sviluppati nella consulenza HR sia nella gestione del business della selezione permanente sia nello sviluppo di progetti di employability nell'ambito dello strumento del networking. Responsabile nazionale presso Orienta della business line della selezione permanente, è anche consulente presso Eupragma su tematiche riguardanti il benessere e il cambiamento organizzativo.

lunedì 24 ottobre 2016

BRAND YOU - 7 ottobre 2016

Come farsi notare nel mondo del lavoro? Come comunicare in maniera strategica le proprie skills e il proprio valore per trovare il lavoro giusto? Che cosa significa fare Personal Branding? Come utilizzare i social in maniera efficace?
Questi i temi del seminario“BRAND YOU!  Come distinguersi nella ricerca del lavoro, nell’era del social recruiting”, nato dalla stretta collaborazione tra AIDP Abruzzo e Molise, l’Associazione CreaLavoroGiovani e Fater S.p.a., che si è tenuto venerdì 7 ottobre presso il Golf Country Club di Miglianico.
Evento ricco di stimolanti spunti di riflessione sul Personal Branding, durante il quale, sono stati forniti input sull’importanza di avviare strategie di Brand Personale e stimoli di riflessione per comprendere come è cambiata la ricerca del lavoro nell’era dei social network, come creare un forte personal brand che identifichi al meglio l'immagine personale e come questo possa creare opportunità di carriera uniche, che altrimenti rimarrebbero inesplorate.

Per le aziende è stato messo in evidenza come, oggi, il lavoro dell'HR manager, dei recruiter ed il ruolo del personale dipendente sia profondamente cambiato, e come gli head hunter siano destinati a fare uso maggiore del social e branding recruiting, abbandonando i canali tradizionali a favore di strumenti che consentano loro di conoscere in modo trasversale e più nello specifico i candidati ideali.

Gli interventi, preceduti dalla pregevole introduzione di Alfonso Orfanelli, Presidente AIDP Abruzzo e Molise, hanno abbracciato quattro aree di azione: Il personal Branding (coach e trainer Damiano De Cristofaro) - I Social Network nel Personal Branding (Amministratore della Bloo s.r.l. Luca Propato) – Il Personal Branding per i giovani (coache e trainer Alessandro Pornaro) – Il Personal Branding per il manager (direttore delle Risorse Umane della Fater, Gianluca Nardone e il Responsabile Talent Supply della Fater Marino D’Ascenzo)
Che cosa significa fare Personal Branding?
Oggi si parla molto di Personal Branding, ma non è sempre chiaro cosa contiene questo termine.
Molte persone comunicano attraverso i canali tradizionali e digitali senza un approccio, sistemico e strategico, che parta dalla definizione della propria identità personale.
Spesso l’approccio alla divulgazione di ciò che siamo è sommario, non ben calibrato e non riesce a risponde alla domanda che tutti - dal cliente, al datore di lavoro - si pongono: “Perché dovrei scegliere te?
Che si tratti di imprenditori, commerciali, manager, giovani in cerca di lavoro, tutti si confrontano presto o tardi con questa domanda.
Verrebbe da pensare che la risposta sia agevole, perché si tratta di “noi” - l’argomento che conosciamo meglio di ogni altro! - eppure può essere veramente molto arduo dare una risposta efficace idonea a far comprendere all’interlocutore chi siamo, cosa cerchiamo e, soprattutto, il valore che lui acquisirebbe per il solo fatto di “sceglierci”.

Quando incontri qualcuno che ti interessa, come ti presentii? Cosa comunichi di te?

Domande che possono sembrare banali,  nondimeno, quando ci troviamo in situazioni nelle quali possiamo aumentare il nostro network o “fare colpo” su una persona che ci interessa, non sappiamo sempre come presentarci, cosa dire, come comunicare il nostro valore, rischiando di perdere un’occasione.
Il Personal Branding ci offre la possibilità di comunicare in maniera efficace il nostro Brand ogni volta che se ne presenta l’occasione e giacchè, grazie ai Social Network, siamo in costante relazione con gli altri, questa opportunità è diventata illimitata.
Ne deriva che  avere una strategia mirata di Personal Branding non è solo opportuno, ma necessario!
Cosa significa, quindi, costruire un brand per la persona?
Le strategie di Personal Branding servono ad incrementare la nostra reputazione e, quindi, a generare un rapporto fiduciario con i nostri interlocutori, creando un’immagine coerente con quello che siamo realmente; un’immagine legata alla nostra identità, ai nostri valori, alle nostre competenze, ai nostri obiettivi e desideri in maniera chiara e coerente in modo da incrementare la nostra reputazione e generare fiducia.
In altre parole fare Personal Branding è una strategia volta ad individuare obiettivi, aspirazioni, punti di forza, unicità ed a comunicare in maniera coerente ed efficace chi sei, cosa fai, quali benefici offri e perché gli altri dovrebbero scegliere proprio te.
Quale strategia per il proprio Brand?
Una delle parole chiave del Personal Branding è consapevolezza.
Prima di tutto dobbiamo prendere consapevolezza che l’immagine che pensiamo di trasmettere non è sempre quella che gli altri percepiscono; il successo di una buona strategia di sviluppo del brand personale fa in modo che ci sia coerenza tra l’immagine che volgiamo dare all’esterno e quella che viene percepita.
Va precisato che fare Personal Branding non significa dare un’immagine falsa di sé! Questo, infatti, non è solo inopportuno, ma anche pericoloso per la nostra reputazione e per il rapporto di fiducia che instauriamo con il nostro “pubblico”.
Ricordiamo che la visibilità attrae le persone, ma è la competenza che le fidelizza!

Ne deriva che, a fronte di un’immagine artefatta, che pure ci consentirà di essere scelti da tante persone, la nostra reputazione ne risentirà negativamente.

Per dare un’immagine coerente ed efficace è necessario individuare consapevolmente: la tua identità (valori, punti di forza, aree di miglioramento, aspirazioni, obiettivi), cosa comunichi (benefici chiave, prodotti, servizi o attività), a chi lo comunichi (il target alla quale ti rivolgi), come lo comunichi (i canali ed i mezzi – digitali e tradizionali – che scegli per farti conoscere) ed infine, gli investimenti necessari ed i risultati da raggiungere.
In altre parole fare Personal Branding significa definire il proprio Brand ed elaborare una strategia consapevole che ci permetta di comunicare la nostra unicità ed ottenere la visibilità che desideriamo.
Il Personal Branding, per certi aspetti, dunque non scopre l’acqua calda: fondamentalmente dice che devi aver consapevolezza di te, dei tuoi obiettivi e trovare la miglior strategia per raggiungerli.

L’innovazione portata dal concetto di Personal Branding sta nel puntare sull’unicità di ognuno di noi, nel farla valere ed emergere e nel calare tutto questo nell’attuale mercato globale del lavoro, con tutte le sue variabili e le possibilità comunicative.

E per i giovani che si affacciano per la prima volta sul mercato, che significa?

Un giovane, ancor più che una persona con esperienza lavorativa, deve prima di tutto partire dalla conoscenza e consapevolezza di sé: capire motivazioni ed interessi, caratteristiche e punti di forza, scoprire la sua unicità.

Dopodichè deve definire con quanta più precisione possibile il suo obiettivo professionale. Per farlo, oltre alla riflessione interna a sé, dovrà informarsi ed analizzare accuratamente il mercato del lavoro per capire quali sono le reali possibilità a disposizione. Solo con un giusto mix di consapevolezza interna ed esterna potrà progettare con efficacia l’inizio della sua carriera.

Il mondo del lavoro, in Italia e all’estero, è in grandissima e velocissima evoluzione. Non solo rispetto alle forme di collaborazione o contrattuali possibili, ma soprattutto perché stanno nascendo moltissime nuove professioni in tutti gli ambiti: dal digitale all’agricoltura, dal sociale all’architettura, ci sono figure professionali che prima non esistevano e che offrono nuove e diverse opportunità occupazionali, ma anche nuove e diverse modalità di accesso o di relazione con gli interlocutori chiave.

Un giovane deve dunque farsi un’idea precisa delle varie possibilità e, a quel punto, definire l’obiettivo.
Molti si buttano alla ricerca di un lavoro in maniera casuale, senza un’idea precisa e pensando che per reperire opportunità basti fare un curriculum e spararlo nel mucchio, rispondendo a quanti più annunci possibile, aspettando poi e sperando che il lavoro arrivi.

Il Personal Branding dice anche che la persona deve assumersi la responsabilità di far sapere al mondo che esiste e che ha determinate capacità, che sa e vuole risolvere determinati problemi. Perché il mondo non sa che esisti!

Inoltre dice che non esiste un solo modo per cercare lavoro, ma che ogni obiettivo professionale prevede uno specifico target di interlocutori da raggiungere, o da cui farsi trovare, attraverso specifiche strategie, canali e registri comunicativi e “luoghi online e offline” da frequentare.
Linkedin, ad esempio, è un luogo virtuale che sta acquisendo sempre più importanza sia per chi cerca lavoro e vuole essere visibile, sia per chi cerca risorse da inserire nella propria organizzazione. Ma non  è detto che tutti debbano essere presenti e attivi su questo social network. Se una persona volesse, ad esempio, aprire una struttura ricettiva, bed & breakfast o agriturismo, probabilmente dovrà curare la sua presenza in altri social network o piattaforme (airbnb, tripadvisor, ecc).

Lo stesso curriculum, strumento di promozione professionale per eccellenza, non è detto che abbia la stessa importanza per tutti gli ambiti e le figure professionali: per professionalità come il web designer, il grafico, l’art director, l’architetto, il curriculum non è fondamentale, ma è molto più importante un luogo virtuale (pagina web, sito, porfolio online) o una raccolta fisica (book) che presenti i lavori realizzati.

Personal Branding vuol dire, dunque, chiedersi a chi voglio arrivare o da chi voglio farmi trovare, che luoghi frequenta il mio target, che cosa gli interessa o vuole vedere.

Infine va detto che, per un giovane, trovare nuovi modi per essere presente e visibile sul mercato, e non limitarsi ad inviare curriculum, significa potersi distinguere dalla massa di persone alla ricerca di lavoro e poter emergere facendo già intuire alcune capacità o caratteristiche personali.

In quest’ottica una corretta attività di networking, di sviluppo delle relazioni, rimane sempre un fattore fondamentale di una buona campagna di ricerca attiva del lavoro, soprattutto in Italia, dove la maggior parte delle opportunità passa ancora per i canali informali e relazionali.

Il Personal Branding, per i giovani ma non solo, è quindi anche proattivazione, creatività, cura di sé e dei propri obiettivi.

E i social network che ruolo hanno nel Personal Branding?

I social network sono ormai determinanti nel mercato del lavoro e di questo i giovani devono essere assolutamente consapevoli.

Molte ricerche dimostrano due concetti fondamentali.
Innanzitutto che sempre più HR e recruiter utilizzano costantemente i social per cercare direttamente i candidati, in particolar modo su Linkedin.
È necessario capire quale social è utile per il settore a cui ci si vuole affacciare e lì essere presenti. Ma non basta esserci su un social network, bisogna avere un profilo che sia fatto in modo utile. Un profilo Linkedin appena abbozzato o incompleto, ad esempio, non aiuta perché non offre la giusta visibilità, non fornisce le informazioni necessarie, non fa emergere esperienze e competenze, non fa lavorare l’algoritmo che gestisce il social network perché non ci sono parole chiave a stimolarlo.
È importante avere un profilo completo, ricco, redatto nella giusta forma e con una fotografia opportuna ed adatta.

L’altra indicazione che arriva dalle ricerche sull’utilizzo dei social è che HR e recruiter usano  i social anche per conoscer meglio la persona prima o dopo il colloquio. In questo caso entrano in gioco anche altri social come Facebook ad esempio. Molti HR dichiarano di aver escluso candidati per informazioni ritenute inopportune trovate nelle loro pagine social.
In questo caso si parla anche di Digital Reputation. Bisogna fare attenzione a informazioni, post, foto, condivisioni che abbiamo nei nostri social network perché, se sconvenienti potrebbero minare la nostra immagine ed essere motivo di esclusione da un processo di selezione.

Insomma, i social network sono a tutti gli effetti una parte sostanziale anche della nostra immagine professionale e, se usati con attenzione strategica, possono favorire notevolmente il nostro Personal Branding. (Damiano De Cristoforo, Alessandro Pornaro)