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venerdì 30 marzo 2018

"Un welfare aziendale per le donne" - di Filippo Di Nardo


Non solo un libro interessante, ma anche  un evento organizzato e promosso dall’Associazione AIDP Abruzzo e Molise che si è svolto a Pescara, presso la libreria “La Feltrinelli” il 23 marzo scorso.
Il libro è diviso in tre grandi sezioni: lo stato attuale della condizione delle donne divise tra lavoro e famiglia, gli strumenti a disposizione per il welfare, alcune case history.
L’autore, Filippo Di Nardo, parte da una riflessione “le donne divise tra lavoro e famiglia”, riportando dati e numeri che fanno riflettere e lasciano il lettore anche stupefatto, come arrivati nel 2018, certe problematiche siano ancora molto accentuate nel ns Paese.
Molto utile la sezione degli strumenti del welfare che illustrano anche a chi non conosce bene la materia sul cosa si può fare in tal senso. Utili e stimolanti invece le “case history” riportate che danno un segnale su cosa si è fatto in alcune aziende, ma soprattutto danno uno spunto su cosa si può fare ancora.
La condizione lavorativa delle donne nel ns Paese è ancora una piaga fatta di discriminazione e pregiudizi; per fortuna libri ed eventi come questo danno la possibilità di riflettere, agire e guardare ad un futuro più “rosa” per tutti noi. Buona lettura (Dante D'Alfonso)

IL LIBRO
UN WELFARE AZIENDALE PER LE DONNE - Le donne costrette a rinunciare al lavoro a causa degli impegni familiari sono quantificabili, secondo l’Istat, in circa 10 milioni in un arco temporale di 10 anni. In altri termini, questo significa che il 41% della popolazione femminile tra i 18 e i 74 anni ha dovuto, forzatamente, rinunciare al lavoro o ad opportunità di carriera e di crescita professionale. Questo, a causa di impegni di natura familiare, compresa la gravidanza, che non permettono in molti casi una virtuosa conciliazione dei tempi. Il welfare aziendale per le donne è un valido strumento di sostegno nella condizione lavorativa e di carriera soprattutto nell’ottica di una conciliazione tra gli impegni di lavoro e quelli del carico familiare. Rispetto agli strumenti di natura statale e a quanto indicato dalle norme in tema di maternità, sostegno familiare e conciliazione dei tempi, il welfare aziendale rappresenta un’integrazione privata di grandissimo valore e utilità. Un’opportunità che in molti stanno cogliendo. Il libro contiene l’indagine Manager italia - Edenred 2017 su welfare aziendale e donne manager.

L’AUTORE
FILIPPO DI NARDO -Classe 1970, vive e lavora tra l’Abruzzo e Milano. Giornalista esperto di mercato del lavoro, ha collaborato con Italia Oggi, Europa, Technopolis (Il Sole 24 Ore), ICTbusiness e La Mia Partita Iva. Già direttore responsabile di Human Training, bimestrale dedicato allo sviluppo delle risorse umane e autore del format tv Eureka, in onda su Telelombardia, realizzato in collaborazione con La Stampa e condotto da Walter Passerini. Nel 2000 ha fondato Bread&RosesTV, una delle prime webTv italiane dedicate ai temi del lavoro nella new economy con la quale ha vinto la targa d'argento per la comunicazione pubblicitaria Mario Bellavista. E' autore di diversi libri e pubblicazioni sul mondo del lavoro e dell’impresa. Già docente a contratto per il Master in Comunicazione del Lavoro dell'Università Cattolica di Milano, ha realizzato numerose consulenze di comunicazione per importanti organizzazioni sindacali e imprenditoriali nazionali. Ha pubblicato diversi saggi su lavoro e impresa tra cui “Il futuro del welfare è in azienda” (2015), “Nove mosse per il futuro” (2016), “L’evoluzione del welfare aziendale in Italia” (2016)

A.Orfanelli. G.Nardone, R.Credidio, F.Di Nardo




domenica 5 febbraio 2017

"NETWORKING & LAVORO - Come valorizzare le relazioni professionali" di Marco Vigini

Il motto di questo libro si potrebbe riassumere in questa frase: “Non è mai troppo tardi per avere una vita professionale ricca e felice”. Infatti in un momento può accadere ciò che non si sperava potesse avvenire in una vita. La maggioranza di noi tende a guardare lontano e a cercare chissà dove le proprie felicità, anche lavorative. In realtà la vera magia è cercare in noi la scintilla che è pronta ad accendersi in ogni momento ed alimentarla anche e soprattutto attraverso le relazioni il “networking”. Se ci riflettiamo è una pratica che facciamo tutti i giorni: per fare business, trovare amici, viaggiare, ecc. A livello lavorativo il networking è utile per : fare il proprio lavoro, per avere informazioni, per farsi conoscere, per cercare lavoro. Potremmo definire il NW dicendo che è “un inesauribile impegno a costruire relazioni vere, ricche e durature”. Il segreto di un NW ottimale è prima di tutto scoprire cosa poter fare per qualcun altro. Si tratta di un atteggiamento mentale di apertura e non un atteggiamento che deve per forza portare ad una conclusione. Fare NW non si traduce in una richiesta di lavoro. Il testo si presenta come un utile strumento per tutti coloro che sono alla ricerca di nuove opportunità professionali ed avranno la possibilità di raccoglierle in modo autonomo utilizzando strategie positive del NW. Buona lettura

SCHEDA DEL LIBRO
Il libro presenta il networking come un nuovo paradigma del mercato del lavoro grazie a una metodologia scientifi ca, rigorosa e innovativa. Il tema viene affrontato attraverso testimonianze ed esperienze sul campo, per trasmettere al lettore strumenti utili e facili da usare, in grado di rafforzare e ampliare la rete di relazioni, anche attraverso un uso consapevole e strategico di LinkedIn, che diventa il "braccio armato" del networking. Il networking trova quindi, in questo volume, la dignità di una vera e propria competenza manageriale sempre più strategica in un mercato del lavoro che sta vivendo un'evoluzione straordinariamente veloce, anche grazie alla rivoluzione digital cui stiamo assistendo.

L’AUTORE

Marco Vigini - Laurea in giurisprudenza, master in analisi transazionale e diploma di counselor. Vanta un'esperienza di oltre 21 anni nella direzione delle risorse umane.Gli ultimi 8 anni li ha sviluppati nella consulenza HR sia nella gestione del business della selezione permanente sia nello sviluppo di progetti di employability nell'ambito dello strumento del networking. Responsabile nazionale presso Orienta della business line della selezione permanente, è anche consulente presso Eupragma su tematiche riguardanti il benessere e il cambiamento organizzativo.

mercoledì 30 dicembre 2015

“IL FUTURO DEL WELFARE E’ IN AZIENDA” di Filippo Di Nardo

Partiamo dalla sua definizione, cosa vuol dire “Welfare aziendale?”. Sul dizionario “welfare” significa Benessere, ma anche Sussidi per la sanità, la previdenza e i servizi alla persona. Aziendale significa messo in atto dall’azienda, un investimento. In sintesi, si tratta di tutte le iniziative che un’azienda  pone in essere per favorire il benessere, la salute e la sussistenza dei propri lavoratori.
"Al fianco dei tradizionali bisogni sociali le politiche di welfare sono chiamate a rispondere a nuove e pressanti esigenze dei cittadini. I servizi alla persona sono uno dei capitoli crescenti e meno tutelati delle nuove politiche di welfare: servizi di baby sitting, lavori domestici, assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti. Questi bisogni sono in costante crescita soprattutto in ottica di conciliazione degli impegni di lavoro con gli impegni domestici e familiari e rappresentano una sfida per tutti i lavoratori europei , e più in particolare per le donne…Il welfare informale è la principale risposta ai servizi alla persona. Quasi 2 milioni e 600 mila famiglie si sono rivolte al mercato per acquistare servizi di collaborazione domestica, di assistenza agli anziani o a persone non autosufficienti e di baby-sitting. Prestazioni che sono garantite il più delle volte tramite lavoro irregolare e in nero. Il 27,7%, infatti, del lavoro domestico inteso in senso lato è "in nero" e il 38,8% appartiene alla cosiddetta area grigia, in altri termini quasi il 70% di questo settore è irregolare…"

Il welfare sarà sempre meno statale e sempre più aziendale. E' un processo obbligato, perché se le risorse pubbliche disponibili tendono a diminuire e le esigenze di welfare da parte dei cittadini tendono ad aumentare; è inevitabile che il welfare  contrattuale diventi sempre più complementare e, in alcuni casi, persino sostitutivo del sistema pubblico.
Nel libro vengono approfonditi ed illustrati modelli già applicati in altri Paesi e che potrebbero applicarsi anche nel nostro Paese. i capitoli a mio avviso più significativi in tal senso sono:
il voucher universale per i servizi alla persona in Europa: un modello per l'Italia;
- Welfare aziendale: opportunità di tutela delle persone e di sviluppo delle comunità;
- Lo smart Working;
- Il Welfare come leva strategica per la produttività aziendale. L'esperienza di ValoreD.

Non solo un semplice libro, ma un vero vademecum dedicato alle grandi ma soprattutto alle piccole aziende, perché il “Welfare”, il “Benessere” non è una questione riservata alle aziende “grandi”; è soprattutto una questione culturale che alla base deve avere il desiderio da parte del datore di lavoro di applicarlo per il bene dei suoi dipendenti e della sua azienda… buona lettura. (Dante D'Alfonso)

“IL FUTURO DEL WELFARE E’ IN AZIENDA” (ed Guerini NEXT) 20,00 euro -Sono sempre più numerose le aziende che offrono benefit e servizi welfare ai propri dipendenti. La retribuzione del lavoro sta cambiando pelle e vicino al salario monetario sta crescendo il salario sociale, ossia la retribuzione in natura, più conveniente sul piano fiscale e contributivo. Si tratta del cosiddetto welfare aziendale che permette di remunerare i dipendenti con una serie di servizi alla persona e di sostegno al potere d’acquisto tramite l’offerta di servizi di assistenza per i propri famigliari, sia bambini sia anziani non autosufficienti, buoni spesa, buoni pasto, iniziative di conciliazione tra vita privata e lavoro, contributo per l’acquisto di libri per i propri figli, assicurazione sanitaria e via dicendo. Complice la lunga crisi economica di questi anni, molte aziende non sono più in grado di sostenere aumenti monetari per i propri dipendenti e grazie ai vantaggi fiscali del salario sociale ricorrono ai piani di welfare aziendale. Si tratta, si badi bene, di un sistema virtuoso che conviene a tutti: all’azienda che migliora la produttività, ai dipendenti che vedono aumentare il loro potere di acquisto e allo stato che può fare affidamento su una fonte di finanziamento aggiuntiva per le politiche sociali. Lo sviluppo e la centralità del welfare aziendale prende piede, infatti, all’interno della crisi di sostenibilità del nostro modello di stato sociale e dalla conseguente necessità di individuare nuove leve di finanziamento della spesa sociale in un’ottica integrativa rispetto al ruolo dello stato. Questo libro offre un contributo alla diffusione e sensibilizzazione a tutti i livelli, istituzionali, politici, sindacali e aziendali, dall’assoluta necessità di porre la questione del welfare aziendale al centro del confronto e dell’iniziativa di ciascuno, quale leva irrinunciabile di crescita e benessere per il ns Paese.

FILIPPO DI NARDO: è un giornalista specializzato sul mercato del lavoro e saggista. Direttore responsabile di “Kongnews.it” e già direttore responsabile del bimestrale “Human Training” ha collaborato con Italia oggi, Europa e Technopolis. E’ autore televisivo di di vari programmi sul lavoro, tra cui Eureka, format di Walter Passerini. Ha scritto numerosi saggi sul lavoro e l’impresa.

"Il Capitale Umano è fatto non solo di un patrimonio di competenze e abilità tecniche, ma anche di abilità non cognitive, come la motivazione o le attitudini verso il futuro e le condizioni di salute. Il capitale umano comprende tutto ciò che influenza la capacità degli individui di produrre e creare reddito, oltre alla forza delle loro braccia: la salute fisica e mentale ne è una determinante fondamentale" (Ignazio Visco)

domenica 20 settembre 2015

“LA RICREAZIONE E’ FINITA” di Roger Abravanel e Luca D’Agnese

“Cosa vuoi fare da grande?”. Quante volte ci hanno posto questa domanda; quante volte l’abbiamo formulata noi. Una domanda come si diceva “da 1.000.000 di dollari”; alla quale fino a qualche anno fa si poteva dare una risposta, una strada da percorrere per il medio e lungo periodo.
Sono della generazione degli anni settanta, i quarantenni di oggi. Giovani orientati a intraprendere studi tecnici dove era importante prendere “il pezzo di carta”, essere pratici per trovare il “posto fisso” in una nazione in pieno boom economico. 
Competenze tecniche più importanti rispetto a quelle che oggi si definiscono “soft skills”; era importante relazionarsi con il territorio locale e la conoscenza delle lingue straniere (es l’inglese) era solo per i pochi che potevano permetterselo (o che avevano genitori di larghe vedute)
Oggi il mondo del lavoro è cambiato, il mondo stesso è oggi “più piccolo”, le distanze si sono accorciate grazie al fatto che gli spostamenti sono più brevi e meno costosi, ma soprattutto dal fatto che si è connessi in tempo reale con il mondo. La conoscenza dell’inglese, non è più complementare al percorso formativo; è un requisito fondamentale per relazionarsi ed essere competitivi in un mercato del lavoro globale.
Per rispondere alla domanda “Cosa vuoi fare da grande?” serve una collaborazione e comunicazione costante tra scuola, famiglia, giovani e mondo del lavoro; mondi che sono in continua evoluzione, trasformazione e innovazione.
Un libro, una riflessione che sarà sicuramente utile a chi opera nelle scuole, nel mondo del lavoro, ma soprattutto ai giovani ed alle loro famiglie. (Dante D'Alfonso)

Scheda
"LA RICREAZIONE E' FINITA" - La disoccupazione giovanile nel nostro Paese ha cause ben più profonde e lontane della crisi economica. Il problema è che i ragazzi italiani non sono preparati al lavoro del Ventunesimo secolo. E le famiglie, con i loro pregiudizi, stereotipi e luoghi comuni, sono spesso le prime fabbriche di disoccupati. Quello che i datori di lavoro cercano oggi nei giovani è molto diverso da ciò che volevano cinquant’anni fa: meno “mestiere” e più senso di responsabilità, spirito critico e capacità di comunicare con gli altri. Per questo i genitori non riescono a capirlo. E per questo la scuola e l’università, a parte poche eccezioni, non riescono a insegnarlo. Ma i giovani italiani e le loro famiglie non possono aspettare la riforma epocale di cui l’istruzione italiana avrebbe bisogno. Hanno domande alle quali è urgente dare una risposta. Quale percorso scolastico scegliere? Perché la laurea non basta più? Quali esperienze extrascolastiche sono più utili? Come trovare il lavoro giusto? Come si può correggere il tiro quando il percorso scelto non porta i risultati sperati? Roger Abravanel e Luca D’Agnese, attraverso l’analisi dei dati più significativi sull’istruzione e sull’occupazione, interviste a imprenditori e responsabili delle risorse umane e racconti in presa diretta di tanti ragazzi che “ce l’hanno fatta”, mostrano come questo sia possibile. Si deve provare da soli a costruire il percorso migliore per sé, perché disegnare il proprio futuro si può.

Autori:

Roger Abravanel: è consigliere di amministrazione di aziende italiane e internazionali. È autore di Meritocrazia (2008) e, con Luca D’Agnese, di Regole (2010) e Italia, cresci o esci (2012). – Luca D’Agnese: è stato partner di McKinsey e amministratore delegato di aziende del settore energetico. Attualmente è responsabile di Enel per l’America Latina

venerdì 17 aprile 2015

Presentazione del libro "FLESSIBILITA' vs PRECARIETA' " di F.Rotondi - Pescara 4 maggio 2015

Lo Studio Legale LABLAW, AIDP Abruzzo e Molise con il patrocinio di CONFINDUSTRIA CHIETI/PESCARA
è lieto di invitarLa alla presentazione del libro:

FLESSIBILITA’ VS PRECARIETA’
Il Jobs Act di Matteo Renzi da che parte sta?

di Francesco Rotondi

Pescara, Lunedì 4 maggio 2015
ore 16.30 – 18.30 
Confindustria Chieti Pescara Via Raiale, 110/bis

La confusione regna sovrana quando di parla di lavoro. Prevale la propaganda a scapito della ragionevolezza e della comprensione dei reali processi in atto nell’economia e nei modelli di organizzazione del lavoro. In questo caos mediatico posizioni largamente minoritarie nel Paese trovano terreno fertile per affermarsi come idee prevalenti. È passato il messaggio sbagliato, ossia l’equiparazione di due concetti profondamente distinti ma rappresentati, soprattutto nel circo mediatico, come sinonimi e intercambiabili: parliamo di flessibilità e precarietà. La realtà, però, è un’altra e l’autore con questo libro si pone l’obiettivo, ambizioso, di riaffermare le giuste differenze.

Ne parleranno con l’autore:
Isabella Covili Faggioli Presidente AIDP Nazionale
Raffaele Credidio – EMEA HR Director Micron
Geremia Mancini – Dirigente sindacale già Segretario Generale UGL

Modera: Filippo Di Nardo, giornalista esperto di mercato del lavoro 

scheda del libro
"FLESSIBILITA' vs PRECARIETA' " - Il Jobs Act du Matteo Renzi da che parte sta? (2015 ed. Rubettino) - La confusione regna sovrana quando si parla di LAVORO. Prevale la propaganda a scapito della ragionevolezza e della comprensione dei reali processi in atto nell'economia e nei modelli di organizzazione del lavoro. In questo caos mediatico posizioni largamente minoritarie nel Paese trovano terreno fertile per affermarsi come idee prevalenti. E' passato il messaggio "sbagliato", ossia l'equiparazione di due concetti profondamente distinti ma rappresentati, soprattutto nel "circo mediatico", come sinonimi e intercambiabili: parliamo di flessibilità e precarietà. Qualsiasi rapporto o contratto di lavoro a tempo è identificato con l'aggettivo "precario" senza nessun distinguo. Non esiste più il concetto di flessibilità ma solo quello di precarietà che l'ha fagocitato e metabolizzato. La realtà però è un'altra. Flessibilità e precarietà non sono sinonimi ma concetti contrapposti. La flessibilità è positiva ed è distinta dalla precarietà. Questo libro spiega perché, con l'ambizione di riaffermare le giuste differenze.

Gli autori
FRANCESCO ROTONDI - Avvocato, giuslavorista, docente di diritto del lavoro è socio fondatore di LABLAW Studio Legale. La sua esperienza si focalizza nel settore del diritto del lavoro, nelle RELAZIONI industriali e nelle relative controversie. Artefice dell'implementazione del lavoro interinale in Italia, assiste alcune delle più importanti multinazionali presenti nel nostro Paese.

FILIPPO DI NARDO - giornalista specializzato sui temi del lavoro. Direttore responsabile di KONGnews.it e già direttore responsabile del bimestrale human Training, ha collaborato con Italia Oggi, Europa e Technopolis. Autore televisivo di Eureka, formar di Walter Passerini, in onda su Telelombardia e realizzato in collaborazione con La Stampa, ha scritto numerosi saggi sul lavoro tra cui per Rubettino: "McJob. Il LAVORO DA McDonald's Italia e Networkers".

"Flessibilità vs Precarietà" di Francesco Rotondi e Filippo di Nardo

Scheda del libro
"FLESSIBILITA' vs PRECARIETA' " - Il Jobs Act du Matteo Renzi da che parte sta? (2015 ed. Rubettino) - La confusione regna sovrana quando si parla di lavoro. Prevale la propaganda a scapito della ragionevolezza e della comprensione dei reali processi in atto nell'economia e nei modelli di organizzazione del lavoro. In questo caos mediatico posizioni largamente minoritarie nel Paese trovano terreno fertile per affermarsi come idee prevalenti. E' passato il messaggio "sbagliato", ossia l'equiparazione di due concetti profondamente distinti ma rappresentati, soprattutto nel "circo mediatico", come sinonimi e intercambiabili: parliamo di flessibilità e precarietà. Qualsiasi rapporto o contratto di lavoro a tempo è identificato con l'aggettivo "precario" senza nessun distinguo. Non esiste più il concetto di flessibilità ma solo quello di precarietà che l'ha fagocitato e metabolizzato. La realtà però è un'altra. Flessibilità e precarietà non sono sinonimi ma concetti contrapposti. La flessibilità è positiva ed è distinta dalla precarietà. Questo libro spiega perché, con l'ambizione di riaffermare le giuste differenze.

Gli autori
FRANCESCO ROTONDI - Avvocato, giuslavorista, docente di diritto del lavoro è socio fondatore di LABLAW Studio Legale. La sua esperienza si focalizza nel settore del diritto del lavoro, nelle relazioni industriali e nelle relative controversie. Artefice dell'implementazione del lavoro interinale in Italia, assiste alcune delle più importanti multinazionali presenti nel nostro Paese.

FILIPPO DI NARDO - giornalista specializzato sui temi del lavoro. Direttore responsabile di KONGnews.it e già direttore responsabile del bimestrale human Training, ha collaborato con Italia Oggi, Europa e Technopolis. Autore televisivo di Eureka, formar di Walter Passerini, in onda su Telelombardia e realizzato in collaborazione con La Stampa, ha scritto numerosi saggi sul lavoro tra cui per Rubettino: "McJob. Il lavoro da McDonald's Italia e Networkers".

mercoledì 4 febbraio 2015

"Il teorema del caffè" di Paolo Iacci

Prima di procedere nella scrittura (e voi nella lettura) del libro di Paolo Iacci, "Il teorema del caffè", come da buoni italiani prendiamoci un caffè…
… e vi assicuro che non è una cosa facile e scontata; sul caffè si scatena l'inventiva più sfrenata. Viene servito in almeno un centinaio di varianti: un caffè normale, lungo, ristretto, macchiato, ecc. (sul libro ci sono ben tre pagine dedicate a queste varianti).
Il titolo del libro è "Il teorema del caffè - il paradosso che regola l'impresa". Inizia facendo una fotografia dell'Italia, degli italiani, dei loro bisogni (alcuni spesso non proprio primari) e delle loro richieste in tempo di crisi e scarsa disponibilità economica: "siamo tutti più poveri ma con richieste e bisogni sempre più da ricchi".
Il teorema del caffè potrebbe, quindi, essere così sintetizzato: "In una società sempre più complessa, anche i bisogni e le attese di ogni singola persona tendono naturalmente a divenire sempre più ricercati, seppur all'interno delle singole disponibilità di ciascuno. In una situazione di crisi il manifestarsi di richieste di prodotti/servizi più originali, innovativi e individualizzati è indipendente da un'eventuale mancanza di risorse. La necessità di soddisfare tali bisogni risponde a una più complessiva e autonoma necessità di benessere, individuale o collettivo. Inoltre, le aspettative divengono sempre più alte, anche per effetto della concorrenza stessa, che, seppur oberata da costi crescenti, pur di sopravvivere, incita verso innovazioni sempre più spinte".
Poi l'attenzione si sposta alle imprese, alle organizzazioni che operano nella gestione delle "risorse umane", delle Persone.
Un tempo, non molti anni fa, le aziende avevano dei piani pluriennali e riuscivano a garantire ai loro collaboratori una continuità professionale, in alcuni casi per tutta l'età lavorativa fino alla pensione, in cambio ricevevano la "fedeltà professionale"…Oggi come sappiamo non è più così … Assistiamo al "dominio incontrastato di un presente senza futuro". A causa di questa instabilità le imprese non sono più credibili.
"Ora e nel prossimo futuro tutte le persone, e quindi i capi stessi, hanno davanti a sé la prospettiva di cambiare azienda un certo numero di volte nell'arco della propria vita lavorativa, auto-gestendo, per quanto sia possibile, un percorso di carriera finalizzato allo sviluppo del proprio "capitale" professionale…La precarietà del posto di lavoro e la pressione cui sono sottoposti tutti i membri della catena gerarchica inducono atteggiamenti di deresponsabilizzaione. Infatti, oggi nelle imprese si respira un clima pessimo e la catena gerarchica in molti casi è bloccata. Nelle aziende non decide più nessuno. Si ha paura di sbagliare, ma soprattutto si ha paura di poter essere incolpati di qualcosa. Non sbagliare è diventato assai più importante che fare la cosa giusta…"
Occorre un cambio radicale di attenzione al livello di Persone, organizzazioni e Nazione, partendo dal concetto di "Pensiero resiliente". 
"Resilienza è un termine derivato dalla scienza dei materiali e indica la proprietà, che alcuni materiali hanno, di resistere a forze impulsive , ovvero la capacità di resistere a forze impulsive, ovvero la capacità di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi e di riacquistare la forma originaria dopo stati sottoposti a schiacciamento e deformazione. In psicologia connota la capacità delle persone  di far fronte a eventi stressanti o traumatici e di riorganizzare  in maniera positiva la propria vita dinanzi alle difficoltà. Le Persone con un alto livello di resilienza riescono a fronteggiare efficacemente le contrarietà, a dare nuovo slancio alla propria esistenza e perfino a raggiungere mete importanti… Il Pensiero resiliente richiede l'umiltà di voler crescere, la capacità di non prendersi troppo sul serio e di voler continuare a stupirsi".

"Si è persa la dimensione della bellezza nel lavoro e, con essa, il suo significato intrinseco. La percezione collettiva è che la vera vita comici soltanto dopo l'orario di lavoro… Occorre una leadership che rimetta al primo posto non solo la gestione del contingente, ma anche la necessità improcastinabile del valore del lavoro e della visione della meta verso cui deve tendere il team aziendale e il senso ultimo del lavoro di ognuno dei suoi membri".

Un libro, una profonda riflessione sul tempo di crisi che stiamo vivendo, ma anche e soprattutto una traccia, un sentiero che ci porterà (ci auguriamo) verso un futuro creativo, innovativo e responsabile… Utopia?…
Buona lettura 
(commento a cura di Dante D'Alfonso)

scheda del libro
"IL TEOREMA DEL CAFFE' - il paradosso che regola l'impresa" (ed. Guerini NEXT - € 12,50) Un tipico bar milanese alle otto del mattino sembra un’orgia consumistica, segno di grande abbondanza e di consumo sfrenato. Sul caffe si scatena la piu grande inventiva. Viene servito in almeno un centinaio di varianti con denominazioni diverse. Un caffe «normale» e un «nero», e puo essere lungo, ristretto o «gocciato», sistono poi le varianti in vetro, il caffe «macchiato», «schiumato», d’orzo in tazza grande o piccola, turco, americano e cosi via. Un baccanale di gusti, un vero schiaffo alla poverta. Ma e davvero così? Usando una metafora comune, come il rito del caffe mattutino, il volume propone un percorso attraverso l’inferno della crisi, i paradossi e le contraddizioni di un popolo arguto, capace di performance eccezionali ma incapace spesso di approdare a una normalita sostenibile, un popolo che sa essere grande ma anche piccolo e meschino. Le imprese, e le persone, devono fare di piu e meglio con meno risorse. Il teorema del caffe spiega perche e come fare. “Dal nostro individualismo puo nascere la consapevolezza e la possibilita della rielaborazione di un nuovo senso collettivo. Cosi nella societa civile, e cosi pure nelle imprese e nelle organizzazioni pubbliche”. dalla prefazione di Giovanni Costa, professore emerito dell’Universita di Padova, vicepresidente del CdG di Intesa Sanpaolo.

l'autore
PAOLO IACCI - è attualmente Presidente di BCC Credito Consumo, dopo essere stato Condirettore generale del gruppo Pride e responsabile Hr e organizzazione in Italtel, Reader's Digest, Banca Intesa e Iccrea Holding. Già consigliere di amministrazione dell'Università Bocconi e di alcune altre società pubbliche e private, è Professore a contratto all'Università LIUC di Castellanza. E' vice presidente nazionale di AIDP e direttore responsabile di Hr On Line.

la video intervista