Evento "HR in tutti i sensi: il Sesto Senso" & Cena di Natale AIDP A&M - presso "Caffè Letterario" - Pescara - 19 dicembre 2013
venerdì 10 gennaio 2014
venerdì 20 dicembre 2013
HR in tutti i 5 sensi: “Come ascoltare i segnali che provengono dall’organizzazione?”
“La tecnica è comunicazione:
le due parole
sono sinonimi nei direttori d'orchestra.”
Leonard Bernstein
Leonard Bernstein
Gestire
l’armonia dei talenti e le distinte voci orchestrali richiede orecchio e proprio agli
esperti musicali dell’ascolto, si
è rivolta AIDP Abruzzo e Molise, per comprendere come prestare attenzione ai
segnali di un’organizzazione. Il protagonista di questo incontro sensoriale è
l’udito e la sala d’ascolto il Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara.
La
chiave di volta o di violino dell’incontro è l’analogia tra un direttore
d’orchestra ed un HR d’azienda. Così come il direttore deve essere un grande
comunicatore, un coordinatore di talenti, nonché il modello di riferimento per impostare l’idea
del suono che si vuole realizzare, con altrettanta flessibilità, il direttore
delle risorse umane deve esserlo in azienda. Entrambe devono conoscere le parti
di tutti i componenti del gruppo, valorizzandone le peculiarità e cogliendone
gli errori. I singoli musicisti tanto quanto i dipendenti devono imparare a
lavorare all’unisono, attenendosi al proprio ruolo ed al ritmo della squadra.
“Il
gruppo musicale nasce da musicisti abituati a lavorare singolarmente, a suonare
il proprio strumento, scelto tra l’altro o per attitudine o per induzione”,
come spiega il Prof. Giorgio Bafile, docente di Didattica presso il
Conservatorio di Pescara, al microfono di Sara Cocomazzi, socia AIDP. “L’attitudine
dell’allievo, infatti, non viene vagliata o sensibilizzata dai professori, ma
la si lascia maturare nell’indole del musicista, non intervenendo neanche sul
piano motivazionale”. Nella formazione di un’orchestra, pertanto, diviene
essenziale scegliere musicisti con un livello professionale omogeneo, in cui le
attitudini musicali dei singoli si fondano con successo in quelle degli altri.
Né solisti, né voci fuori coro. “L’orchestra non è solo un gruppo musicale_
osserva Bafile_ è un’Istituzione composta da professionisti”. “L’arte del
direttore risiede proprio nella sua capacità di ascoltare, integrando e
coordinando le voci di ogni singolo strumento, suonato da ogni specifico
musicista.
Per
cogliere l’immediatezza del lavoro di un
gruppo musicale, il Maestro Giorgio Fabbri ha “orchestrato” una diretta con tre
musicisti, alle prese per la prima volta con uno nuovo spartito e con dei nuovi
colleghi con cui fare squadra (flautista Prof.ssa Lorenza Summonte, pianista Prof.
Giorgio Bafile, saxofonista Stefano D’Astolfo).
Creato
il team di lavoro ed identificato l’obiettivo da raggiungere, si è aperto così il
sipario sulle analogie metodologiche tra il mondo musicale e quello d’impresa.
I solfeggi dei singoli strumenti ricordano il vociare dei manager attorno ad un
tavolo prima della riunione, il fervore
iniziale trova l’attimo di silenzio nel solista che dà “il La” all’incontro,
tarando le note ed il senso del ritmo. Il momento dell’accordo è funzionale
tanto per l’armonizzazione degli strumenti quanto per i tempi di intervento di
tutte le voci. L’obiettivo dell’orchestra così come quello del team aziendale è
quello di suonare tutti la stessa musica, con modalità, ritmi ed obiettivi
comuni. Lo spartito deve essere lo stesso, i ritmi di ogni strumento e le
singole velocità devono essere considerati nella visione del
lavoro/pentagramma, per cogliere il reciproco punto d’incontro/accordo.
I
musicisti non hanno paura di sbagliare, rientra nel gioco delle parti e non
temono le innumerevoli prove e rifiniture, anzi è l’aspetto che più li esalta.
Nel gruppo musicale la leadership è diffusa, ognuno cerca di non soffocare gli
altri con la propria velocità, ma impara a gestire il ritmo altrui,
ascoltandolo.
I
musicisti superano i manager nella capacità di provare subito tutto lo
spartito, di vedere dove li porta quella musica, sebbene le note risultino
confuse e poco chiare, ancora da limare ed addolcire. Si studiano subito i
punti critici, si vagliano le diverse performance strumentali, si fa attenzione
all’inizio ed alla fine del brano, perché queste sono le parti che
emozioneranno il pubblico antistante.
E
così uno spartito inizialmente gracchiante, assume la voce desiderata dal suo
compositore ed il progetto prende forma e potenza. Solo il fine ascoltatore
saprà poi cogliere l’afflato dell’orchestra ed il talento dei singoli
professionisti. Uno, nessuno, centomila. (Elena Prizzi)
venerdì 15 novembre 2013
"HR in tutti i Sensi": l'UDITO - photogallery
tratto dall'evento "HR in tutti i sensi" - "Come ascoltare i segnali che provengono dall'organizzazione?" Conservatorio di Pescara - 31 ottobre 2013
| Prof Giorgio Bafile - Sara Cocomazzi |
| la penna d'oro di AIDP: Elena Prizzi |
| Maestro Giorgio Fabbri |
| Prof G.Bafile - L.Summonte - F.D'Astolfo |
| Lorenza Summonte - Giorgio Bafile |
mercoledì 13 novembre 2013
Survey TATTO: "Che Senso ha?"
"HR in tutti i Sensi" Riflessioni sensate sul nostro lavoro: TATTO
Survey indirizzata agli HR Manager di AIDP Abruzzo e Molise
Elaborata da: Alberta Ranieri e Silvia Mattioli
Evento TATTO - Brioni - Penne (Pe) 27 settembre 2013
I NUMERI
5 domande
33 Direttori del Personale intervistati
2 punti di vista: personale e aziendale
Punteggio da 1 a 5 (da un minimo di 1, affermazione per nulla condivisa a un massimo di 5, affermazione condivisa moltissimo)
1 - TOCCARE = EMOZIONARE
Survey indirizzata agli HR Manager di AIDP Abruzzo e Molise
Elaborata da: Alberta Ranieri e Silvia Mattioli
Evento TATTO - Brioni - Penne (Pe) 27 settembre 2013
I NUMERI
5 domande
33 Direttori del Personale intervistati
2 punti di vista: personale e aziendale
Punteggio da 1 a 5 (da un minimo di 1, affermazione per nulla condivisa a un massimo di 5, affermazione condivisa moltissimo)
1 - TOCCARE = EMOZIONARE
a) Quanto è importante per te emozionare,
spiegare concetti anche difficili trasferendo un certo pathos, motivare con
l’empatia?
4,6
b) Quanto è diffusa ed apprezzata nella tua azienda la capacità,
la competenza nel saper emozionare, coinvolgere empiricamente?
3,3
2 - TOCCARE = FISICITA' DEI RAPPORTI
In mondo così
dematerializzato, in cui si comunica real time attraverso smart phones, video conferenze, emails, ecc. è ancora importante avere un contatto umano?
Guardarsi negli occhi,
essere nello stesso posto e nello stesso tempo?
Quanto è importante per te? 4,8
E quanto per l'azienda in cui lavori? 3,5
3 - TATTO = EDUCAZIONE
Avere riguardo
per i colleghi, trattarli con tatto, è un atteggiamento apprezzato e ricambiato o, al contrario, viene frainteso con “debolezza” e può portare gli altri ad approfittarsene?
Quanto è vero per te ? 3,5
Quanto per l'azienda in cui lavori? 2,9
4 - TATTO = MOTIVAZIONE
Bisogna “toccare il portafoglio” per motivare i propri
dipendenti o “toccando una spalla”
riusciamo ad avere maggiore efficacia?
Quanto è vero per te? 3,8
Quanto per l'azienda in cui lavori? 3,6
5 - TOCCARE = POTERE
Può il tatto
determinare chi tra le parti ha il controllo della situazione? Chi detiene il “potere”?
Quanto è vero per te? 3,4
Quanto per l'azienda in cui lavori? 3,0
CONCLUSIONI…
L’affermazione maggiormente condivisa dal punto di
vista personale degli HR, che ottiene quasi il punteggio massimo (5), è:
«TOCCARE»=«FISICITA’
DEI RAPPORTI»
In questo tempo, nel nostro lavoro, risulta importante
avere un CONTATTO UMANO,
Segue
«TOCCARE»=«CAPACITA’
DI EMOZIONARE»
In questo tempo, nel nostro lavoro,
risulta importante
emozionarci e emozionare anche attraverso il contatto
E L'AZIENDA IN CUI LAVORIAMO?
Inaspettatamente
scopriamo che anche l’Azienda riconosce al tatto, al contatto, una sua
importanza nelle relazioni lavorative…
Che le
emozioni trasmesse attraverso il contatto umano possono giocare un ruolo
importante sul raggiungimento di obiettivi e sulle performance dei
collaboratori…
Una vera
rivoluzione se pensiamo al posto che poteva avere l’emozione in Azienda fino a
pochissimi anni fa…
mercoledì 6 novembre 2013
Survey UDITO: "Abbiamo un buon orecchio?"
"HR in tutti i Sensi" Riflessioni sensate sul nostro lavoro: UDITO
Survey indirizzata agli HR Manager di AIDP Abruzzo e Molise
Elaborata da: Alberta Ranieri
“ABBIAMO BUON ORECCHIO?”
1. ASCOLTARE = ESSERE DISPOSTI A CAMBIARE
Quando ascolto mi metto nei panni dell’altro, miro a creare complicità e coinvolgimento
perché ho la volontà di capirlo meglio, di abbracciare le sue ragioni.
Assumo il punto di vista del mio interlocutore condividendo, per quello che è umanamente possibile,
le sensazioni che manifesta.
Quanto è vero per me? 4,3/5
Quanto è vero per l'Azienda? 3,4/5
Survey indirizzata agli HR Manager di AIDP Abruzzo e Molise
Elaborata da: Alberta Ranieri
“ABBIAMO BUON ORECCHIO?”
Scala da 1 a 5: 1 per nulla, 5 moltissimo
Quando ascolto mi metto nei panni dell’altro, miro a creare complicità e coinvolgimento
perché ho la volontà di capirlo meglio, di abbracciare le sue ragioni.
Assumo il punto di vista del mio interlocutore condividendo, per quello che è umanamente possibile,
le sensazioni che manifesta.
Quanto è vero per me? 4,3/5
Quanto è vero per l'Azienda? 3,4/5
2. ASCOLTARE
= CORRERE RISCHI
In
ogni vera conversazione c’è il rischio di venire criticati. Sono disposto a
scoprire che non sono nel vero, e nel caso, mi impegno a rispondere con argomentazioni
corrette e veritiere.
Quanto è vero per me? 4,4/5
Quanto è vero per l'Azienda? 3,3/5
3. ASCOLTO
= SILENZIO
Mi
pongo con un atteggiamento di reciprocità e democraticità nella conversazione.
Cedo la parola all’altro e ascolto senza interrompere.
Cedo la parola all’altro e ascolto senza interrompere.
Quanto è vero per me? 4,3/5
Quanto è vero per l'Azienda? 3,6/5
4.
ASCOLTARE
=
SOSPENDERE I GIUDIZI
Quando
ascolto sgombro dalla mia mente qualsiasi pensiero
o emozione negativa riguardo alla
persona che ho di fronte. Sospendo i
giudizi di valore ed
evito di attribuire all’interlocutore etichette.
Mi concentro solo su ciò che mi viene detto.
Mi concentro solo su ciò che mi viene detto.
Quanto è vero per me? 3,8/5
Quanto è vero per l'Azienda? 3,1/5
5. ASCOLTO
=
STRATEGIA
Il
potenziale di conoscenze e competenze, posseduto dalla
maggioranza dei dipendenti, può essere messo a frutto per la risoluzione
delle criticità interne e per la definizione di strategie e azioni volte al
miglioramento della vita organizzativa. Sono consapevole che per rendere la
comunicazione con i dipendenti realmente proficua sia necessario chiedere
spesso la loro opinione, fare domande
e mostrare notevoli capacità di ascoltare.
Quanto è vero per me? 4,6/5
Quanto è vero per l'Azienda? 3,8/5
CONCLUSIONI: Gli HR, Ascoltano…l'Azienda, meno
L’affermazione
più condivisa dagli HR è ASCOLTARE= STRATEGIA
Gli
Hr
riconoscono che l’ascolto dei propri collaboratori può essere fonte di
strategie ed azioni volte a migliorare l’organizzazione aziendale.
L’affermazione
meno condivisa dagli HR è ASCOLTARE= SOSPENDERE GIUDIZI
Non
risulta facile concentrarsi solo su ciò che ci viene detto; permane durante la conversazione l’idea che abbiamo del nostro interlocutore, sia
positiva, sia negativa e ci condiziona.
Il
maggiore disallineamento tra opinione
degli HR e dell’Azienda si ha nella
condivisione dell’Affermazione:
ASCOLTARE=
ESSERE DISPOSTI A CORRERE RISCHI
Gli
HR hanno volontà di capire le ragioni del proprio interlocutore e
sono disposti a cambiare il proprio pensiero. Gli
HR non riconoscono alla propria Azienda la
stessa propensione al cambiamento .
“Non esistono argomenti poco
interessanti,
ma persone poco interessate”.
“Un buon HR
dovrebbe essere
la voce del dipendente con l’azienda
e l’orecchio
dell’azienda con i dipendenti”
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