martedì 11 aprile 2017

"IL LEADER CALMO - Come conquistare menti, cuori e vittorie" di Carlo Ancelotti

Da diversi decenni ormai, il mondo del lavoro e delle aziende prende spunto dal mondo dello sport in quanto le dinamiche sportive si accostano bene ad alcune dinamiche aziendali soprattutto quelle legate al "teambulding" e nel commerciale le sfide ed il raggiungimento degli obiettivi; tanti altri sono i campi di applicazione. Atleti, allenatori, giornalisti, ecc vengono chiamati nelle conferenze aziendali (anche ben pagati) per dare la loro testimonianza.
Da qualche decennio anche il mondo dello sport, in particolare il calcio prende spunto dal mondo delle aziende per trovare applicazione nell'organizzazione delle società calcistiche. Ecco allora che si inizia a parlare di budget, conto economico, ristorno degli investimenti, diversificazione , addirittura quotazioni in borsa.
Una volta, in entrambi i mondi, quello calcistico e quello aziendale, si dava molta importanza al "settore giovanile", ai nuovi assunti, dando loro la giusta formazione ed il giusto tempo per assimilare: concetti e competenze nel lavoro, tecnica e gioco di squadra nel calcio. Oggi però il "tempo è denaro" e non si è più disposti ad e spettare; tutto viene accelerato, intensificato, esasperato. "Tutto e subito" è il motto di alcuni AD e presidenti delle società; si cercano manager ed allenatori capaci, in massimo due anni, a raggiungere obiettivi stabiliti dalla società o consiglio di amministrazione. Poche volte ci si riesce, il tutto però a forte scapito del gruppo, degli atleti (lavoratori) e dell'azienda (società sportiva) stessa.
In questo clima frenetico, c'è chi con il suo atteggiamento e stile calmo ha saputo farsi apprezzare e vincere più di tanti altri, un allenatore di calcio: Carlo Ancelotti.
Ho terminato da poco la lettura del suo libro "Il leader calmo", una bella lettura che mi ha consigliato il mio amico Massimo Barbieri, e che a mia volta consiglio vivamente sia a chi opera nelle aziende, sia a chi opera nello sport.
Una lettura meditativa e riflessiva proprio come nello stile di Ancelotti.
Il libro, scritto con il supporto di C.Brady e M.Forde, si divide in dieci temi principali: esperienze, la cultura, la gerarchia, il talento, il luogo di lavoro, la responsabilità, il prodotto, i dati, la crescita, i valori. Ogni argomento è accompagnato da una scheda riepilogativa "riepilogando" e la testimonianza di chi ha avuto modo di entrare in contatto con Carlo Ancelotti: giocatori, presidenti, allenatori avversari, giornalisti, ecc.

Un libro che restituisce ai due mondi, calcistico ed aziendale, la giusta visione e la giusta priorità: le Persone. Senza di esse, la loro motivazione ed il giusto allenamento non si vince, non si raggiungono gli obiettivi e non si fa business…Buona lettura. (Dante D'Alfonso)

Il libro
IL LEADER CALMOCarlo Ancelotti è uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. La sua bacheca parla di uno Scudetto, due Champions League, un Mondiale per Club, due Supercoppe Uefa, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia con il Milan; di una Premier League con il Chelsea, una Ligue 1 con il Paris Saint-Germain, di una Liga e soprattutto della sospiratissima Décima Champions League vinta con il Real Madrid.Eppure il suo stile è sempre stato improntato all’autoironia, alla signorilità e al fair play, lontano dagli eccessi teatrali, isterici o guerreschi di molti colleghi. Ancelotti è un leader calmo e in questo libro apre le porte del suo spogliatoio per rivelarci i suoi segreti: cosa significa che il gruppo di lavoro e il club devono essere concepiti come una famiglia? Quali sono i primi passi da fare in una nuova realtà all’estero? Come si sceglie il capitano della squadra, come si gestiscono i leader carismatici e i fuoriclasse, le pressioni della dirigenza e quelle dei tifosi, i trionfi e le sconfitte? «Un leader non dovrebbe mai aver bisogno di usare il pugno di ferro. L’autorità dovrebbe essere il risultato della stima e della fiducia» sostiene Ancelotti. E di certo, con i suoi metodi, ha conquistato quella di una star globale come Cristiano Ronaldo, di un guerriero come Zlatan Ibrahimovic, di campioni come Paolo Maldini e Alessandro Nesta, di avversari come Sir Alex Ferguson e di un capo come Adriano Galliani, che intervengono nel libro per raccontare il loro Carlo. Scritto a sei mani con l’esperto di management Chris Brady e con il suo ex collaboratore Mike Forde, Il leader calmo è un memoir ricco di episodi inediti e allo stesso tempo un manuale semplice e ricco di spunti, rivolto non solo agli appassionati di calcio ma a chiunque si trovi quotidianamente a guidare o a lavorare in un gruppo.

L'autore
CARLO ANCELOTTIè nato a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, nel 1959. Ha giocato nel Parma, nella Roma e nel Milan. Dopo essere stato viceallenatore della Nazionale italiana al fianco di Arrigo Sacchi ha allenato la Reggiana, il Parma, la Juventus, il Milan, il Chelsea, il Paris Saint-Germain e il Real Madrid. Dal 1° luglio 2016 è passato alla guida del Bayern Monaco. Condivide con Bob Paisley il record di tre Champions League vinte. Per Rizzoli ha pubblicato Preferisco la Coppa (2009), scritto con Alessandro Alciato, e Il mio Albero di Natale (2013), a cura di Giorgio Ciaschini.

mercoledì 29 marzo 2017

HR: istruzioni per l'uso per evitare effetti collaterali

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Prendo spunto da un evento che si è svolto in Abruzzo nell’ambito delle attività che AIDP periodicamente organizza sia a livello nazionale che regionale: l’impatto di Industria 4.0 nel contesto della Direzione HR.

Come sappiamo Industria 4.0 viene definita la quarta rivoluzione industriale e, come tale, genera sentimenti contrastanti tra le persone, suscitando “stimoli” positivi da un lato e “sensazioni” di timore dall’altro.

Il focus dell’evento, dopo l’attenta analisi giuslavorista fatta dall’avvocato Andrea Bonanni Caione, seguita dai punti di vista del Presidente dei Giovani Industriali di Chieti-Pescara, Domenico Melchiorre e dal Digital Consultant Andrea Risa, interventi chiusi dall’analisi dal Direttore HR di Fater S.p.A., Gianluca Nardone, è stato quello di comprendere quanto realmente siamo pronti, come HR Manager, a gestire adeguatamente il Capitale Umano coinvolto in questa nuova era industriale.
Quando parliamo di capitale umano spesso ci si chiede che valore viene realmente attribuito al concetto di capitale. Da una veloce analisi su qualunque motore di ricerca del Web, il termine viene usato con varie accezioni sia nel campo economico che in quello della finanza riconducendolo generalmente alla ricchezza finanziaria, con particolare riferimento a quella utilizzata per avviare o sostenere un’impresa.
Traslando questo concetto sulla Persona, potremmo dire che siamo di fronte ad una “ricchezza” a pieno titolo: in primis perché parliamo del valore che ogni persona porta all’interno delle organizzazioni attraverso la sua unicità, fatta di caratteristiche personali e professionali; in seconda battuta, ma a mio avviso non meno importante della prima, parliamo di una ricchezza che è parte integrante di quel circolo virtuoso che produce, per l’appunto, ricchezza all’interno delle organizzazioni. Approfondendo i concetti espressi dai vari studiosi e cultori della materia, possiamo entrare ancor di più nel merito dell’argomento attraverso tutte quelle definizioni che partono dal concetto di capitale intellettuale, della conoscenza, fino ad arrivare a quell’insieme di caratteristiche della Persona che generano ricchezza.
Ma lo scopo non è questo: vorrei condividere una riflessione che impatta inevitabilmente sulla Direzione HR e sulla qualità che questa deve esprimere nel gestire il patrimonio umano. Nel passaggio precedente ho volutamente usato il condizionale, in quanto oggi ci troviamo di fronte a situazioni che impongono delle scelte, dei “sacrifici” in termini di Persone, situazioni per le quali a volte viene da chiedersi se siamo in grado di comprenderne il reale impatto economico sull’organizzazione. La riflessione trae spunto da quanto emerso nell’intervento di Nardone, il quale ha reso evidente come la scelta di condurre uno stile, in ambito HR, strategico e adeguato alla realtà aziendale, dia effettivamente vigore e spinta alla valorizzazione del Capitale Umano proprio nell’ambito di aspetti innovativi come Industria 4.0 e, di riflesso, al beneficio economico ottenibile (e guai se così non fosse).
Rispetto a questa esperienza virtuosa, accompagnata sicuramente da tante altre, c’è da considerare l’attuale realtà dei fatti, in un momento storico in cui il mercato del lavoro ci fa incontrare persone che sono state, vuoi per un motivo vuoi per un altro, espulse dal contesto occupazionale. Chi opera nel settore HR da tanti anni, percepisce subito il valore di queste persone che rendono evidente il loro entusiasmo di fronte ad iniziative innovative, che modificano quei paradigmi sedimentati che mai avrebbero pensato di cambiare e pronte a rimettersi in gioco in maniera intelligente e misurata e non “tanto per fare qualcosa”.
Di fronte a queste persone, più volte mi sono chiesto come mai si sono ritrovate “fuori”.
Possibile che di fronte a un valore unico rispetto alla generalità, queste persone sono finite nel mucchio? Cosa c’è di sbagliato? I freddi numeri di un conto economico, oppure una Direzione HR che fa fatica a comprendere il reale valore di ognuno di loro?
Se da un lato la crisi, spesso usata più come alibi che come reale condizione, impone sacrifici, dall’altro è proprio il contesto fortemente concorrenziale che impone a chi opera nell’HR capacità e competenze adeguate per dare il giusto peso e valore a quel capitale umano che può essere parte attiva nel ciclo di rilancio dell’organizzazione.
Diventa, pertanto, fondamentale saper costruire una struttura capace di utilizzare quanto oggi le ultime frontiere in ambito HR mettono a disposizione in termini di strumenti strategici utili a dare il giusto peso e valore alle singole scelte (studi neuro cognitivi uniti alla tecnologia), supportando le attività con il giusto mix di buon senso e esperienza, in modo da poter evidenziare l’unicità della Persona e scongiurare la perdita di quel patrimonio umano in grado di generare gli stimoli positivi che accompagnano la Persona nella sua vita professionale e personale. E il vantaggio non può che essere reciproco, per l’Azienda e per chi la vive da professionista e da Persona.
Se ne parla tanto, forse facciamo poco; ed è questo l’aspetto sul quale dovremmo, a mio giudizio, riflettere scrollandoci di dosso quel timore che spesso ci accompagna quando si tenta di proporre qualcosa di nuovo. Ma una Direzione HR deve essere forte proprio in questi momenti e in questi contesti, motivando e supportando adeguatamente le sue scelte a supporto del business.
Alfonso  Orfanelli

venerdì 10 febbraio 2017

L’Impresa di Cambiare: la fiducia nella direzione HR verso i cambiamenti di Industria 4.0

I relatori dell'evento. Da sinistra: G. Nardone (HR Director, Fater), A. Risa (Digital 
Transformation Consultant and Trainer, Digital Borgo), A. Orfanelli (Presidente 
AIDP A&M), A. Bonanni Caione (Managing Partner di LABLAW Studio 
Legale) e D. Melchiorre (Presidente Giovani Imprenditori Confindustria CH-PE)
Il 7 febbraio si è tenuta la tavola rotonda organizzata dalla AIDP Associazione Italiana per la Direzione del Personale), in collaborazione con lo Studio legale LABLAW di Pescara. Lo scopo dell’evento, moderato dal Presidente del Gruppo Regionale Abruzzo & Molise, Dott. Alfonso Orfanelli, è stato quello di illustrare, attraverso quattro differenti punti di vista (giuslavorista, dell’innovazione tecnologica, imprenditoriale e delle risorse umane), alcuni dei cambiamenti introdotti da Industria 4.0 e che rappresentano le nuove sfide per una funzione sempre più fondamentale per il mondo aziendale e imprenditoriale come quella della Direzione HR.
Dalla presentazione fatta dal Dott. Orfanelli, emerge come anche le imprese Italiane hanno iniziato a investire in tecnologie come IoT, Big Data e Cloud computing, Advanced Automation, Advanced Human Machine Interface, Stampa 3D, etc. Diventa quindi sempre più importante affrontare questo tema per capire la direzione e la forma che Industria 4.0 sta prendendo in Italia e, nello specifico, in Abruzzo e l’impatto che questa rivoluzione avrà sul Capitale Umano.
Alla tavola rotonda ha partecipato l’Avv. Andrea Bonanni Caione, Managing Partner di LABLAW Studio Legale, che ha illustrato il quadro normativo entro cui la Quarta Rivoluzione Industriale muove i suoi passi nel nostro Paese, fornendo una interessante ed ottimistica lettura dei cambiamenti relativi ai rapporti di lavoro subordinato e alle nuove forme di contrattualistica applicabili.
Non occorre una nuova normativa, ma una diversa lettura di quanto è già a nostra disposizione, spostando l’enfasi dal concetto di prestazione lavorativa “alle dipendenze e sotto la direzione” a quello di “collaborazione nell’impresa”. Da questi concetti è evidente come la normativa vigente sia più in linea con lo Smart Working, o con la tecnologia Cloud, per citarne alcuni.
L’aspetto tecnologico è stato ampiamente esaminato dal Dott. Andrea Risa, Digital and Transformation Consultant and Trainer presso Digital Borgo, il quale ha illustrato alcune nuove tecnologie e il loro impatto sul mondo del lavoro, in termini economici, di luoghi, di tempi, di profili professionali, etc.
In questo contesto, la parola d’ordine è cambiamento continuo: quanto più le imprese saranno in grado di gestire il cambiamento continuo tanto più saranno imprese di successo. Il fattore di successo? La velocità del cambiamento. Si è parlato, dunque, di come possa essere considerato una opportunità e non un segno di crisi. È scorretto, in tal senso, parlare di robot che soverchiano i lavoratori; laddove una macchina, un drone, o un robot hanno sostituito la mansione di un uomo, occorrerà una nuova competenza, ma di uomini ci sarà sempre bisogno. L’uomo è sempre al centro, anzi, partecipa e collabora al processo di innovazione.
L’Ing. Domenico Melchiorre, nella sua duplice veste di Imprenditore e Presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Chieti-Pescara, si è fatto portavoce di come il mondo imprenditoriale, sul nostro territorio, stia vivendo ed elaborando l’intero contesto di Industria 4.0, guardando alle opportunità che la 4^ Rivoluzione Industriale rende evidenti e evidenziando le aspettative che l’imprenditoria ha nei confronti di chi gestisce il Capitale Umano.
Il Dott. Gianluca Nardone, HR director di Fater, ha fornito le risposte del mondo HR, attraverso l’esposizione di best practice legate al concetto di “Industria 4.0”, per calarci nel gergo: esempi di comunicazione diretta, veloce e “smart”, di nuove strategie di people development, di tecniche di talent retention, di semplificazione dei processi attraverso l’uso dei Big Data, di Agile working e molto altro.
Leitmotif: il cambiamento. Vento di cambiamento, resistenza al cambiamento, abbracciare il cambiamento. I sommersi 4.0? I conservatori, quelli che avranno “paura del cambiamento”. I salvati 4.0? Coloro che si affideranno, con fiducia, all’innovazione tecnologica. La fiducia organizzativa, dunque, la chiave interpretativa degli attuali sistemi competitivi e delle conseguenti nuove dinamiche organizzative. La fiducia, infatti, consentirebbe di gestire gli effetti della competitività, dell’innovazione R&D, della quarta rivoluzione industriale, e della partecipazione dei datori di lavoro nella lean production.

Gli eventi targati AIDP per questo 2017 saranno moltissimi e di estremo interesse per gli addetti ai lavori del mondo HR, ma anche per i giovanissimi che iniziano a compiere i loro primi passi nel mondo del lavoro. Segnaliamo, a tal proposito, il prossimo evento, la presentazione del libro di Marco Vigini, “Networking e lavoro. Come valorizzare le relazioni professionali”, che si terrà lunedì 27 febbraio p.v., ore 18.00, presso la libreria Feltrinelli a Pescara, ma soprattutto il 46° Congresso Nazionale, dal 12 al 14 Maggio, a bordo di una nave da crociera, per l’aggiornamento e l’analisi strategica sul management delle risorse umane. 

domenica 5 febbraio 2017

"NETWORKING & LAVORO - Come valorizzare le relazioni professionali" di Marco Vigini

Il motto di questo libro si potrebbe riassumere in questa frase: “Non è mai troppo tardi per avere una vita professionale ricca e felice”. Infatti in un momento può accadere ciò che non si sperava potesse avvenire in una vita. La maggioranza di noi tende a guardare lontano e a cercare chissà dove le proprie felicità, anche lavorative. In realtà la vera magia è cercare in noi la scintilla che è pronta ad accendersi in ogni momento ed alimentarla anche e soprattutto attraverso le relazioni il “networking”. Se ci riflettiamo è una pratica che facciamo tutti i giorni: per fare business, trovare amici, viaggiare, ecc. A livello lavorativo il networking è utile per : fare il proprio lavoro, per avere informazioni, per farsi conoscere, per cercare lavoro. Potremmo definire il NW dicendo che è “un inesauribile impegno a costruire relazioni vere, ricche e durature”. Il segreto di un NW ottimale è prima di tutto scoprire cosa poter fare per qualcun altro. Si tratta di un atteggiamento mentale di apertura e non un atteggiamento che deve per forza portare ad una conclusione. Fare NW non si traduce in una richiesta di lavoro. Il testo si presenta come un utile strumento per tutti coloro che sono alla ricerca di nuove opportunità professionali ed avranno la possibilità di raccoglierle in modo autonomo utilizzando strategie positive del NW. Buona lettura

SCHEDA DEL LIBRO
Il libro presenta il networking come un nuovo paradigma del mercato del lavoro grazie a una metodologia scientifi ca, rigorosa e innovativa. Il tema viene affrontato attraverso testimonianze ed esperienze sul campo, per trasmettere al lettore strumenti utili e facili da usare, in grado di rafforzare e ampliare la rete di relazioni, anche attraverso un uso consapevole e strategico di LinkedIn, che diventa il "braccio armato" del networking. Il networking trova quindi, in questo volume, la dignità di una vera e propria competenza manageriale sempre più strategica in un mercato del lavoro che sta vivendo un'evoluzione straordinariamente veloce, anche grazie alla rivoluzione digital cui stiamo assistendo.

L’AUTORE

Marco Vigini - Laurea in giurisprudenza, master in analisi transazionale e diploma di counselor. Vanta un'esperienza di oltre 21 anni nella direzione delle risorse umane.Gli ultimi 8 anni li ha sviluppati nella consulenza HR sia nella gestione del business della selezione permanente sia nello sviluppo di progetti di employability nell'ambito dello strumento del networking. Responsabile nazionale presso Orienta della business line della selezione permanente, è anche consulente presso Eupragma su tematiche riguardanti il benessere e il cambiamento organizzativo.

venerdì 3 febbraio 2017

"L'impresa di cambiare" La fiducia nella Direzione HR verso i cambiamenti di Industria 4.0 - 7 Febbraio 2017

La Quarta Rivoluzione Industriale è sempre più realtà e la interpretiamo attraverso la fiducia che una Direzione HR deve saper costruire all'interno delle Organizzazioni, con gli interventi autorevoli dell’Avvocato Andrea Bonanni Caione, LabLaw Managing Partner, del Digital Transformation Consultant and Trainer Andrea Risa, del Presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria Chieti Pescara Domenico Melchiorre e del Direttore HR della Fater Gianluca Nardone.

Per informazioni e iscrizioni potete scrivere a segreteria@aidpabruzzoemolise.it.



giovedì 24 novembre 2016

Certificazione delle Competenze HR - Messaggio del Presidente



Carissimi soci,
in passato ho avuto modo di mettere in evidenza il progetto legato alla Certificazione HR; ebbene, oramai possiamo affermare che la nostra “scommessa” è stata vinta, visto che AIDP ha dato concretamente il via alla Certificazione delle Competenze HR. 

La prima sessione di esami si è tenuta l’11 maggio a Genova, ed ha visto partecipare i primi 4 candidati! Risultato: i primi 4 certificati.

Un ulteriore segno tangibile dell’importanza di questa Certificazione è dato dalla sempre più frequente ricerca, da parte delle Aziende, di professionisti del mondo HR “Certificati”, sulla falsariga di quanto, da anni, sta accadendo in Europa e nei Paesi Anglosassoni. 

Il 21 Novembre scorso si è tenuto un incontro dal titolo “Costruiamo insieme il ruolo dell'HR: la Certificazione delle Competenze, come riconoscersi e farsi riconoscere”. E' stato il primo evento di un roadshow che vedrà AIDP in tutta Italia per parlare in dettaglio della Certificazione delle Competenze HR e per capirne bene le potenzialità, il valore e gli sviluppi.

Nell'attesa, sul sito AIDP nella sezione dedicata alla certificazione: http://www.aidp.it/certificazione/ potrete trovare tutta la documentazione e i link di approfondimento.

Cordialmente.


Il Presidente Alfonso Orfanelli