mercoledì 19 marzo 2014
lunedì 17 marzo 2014
HR in tutti i Sensi: l'olfatto (il fiuto in azienda)
AIDP e il sesto senso: il
cambiamente
La capacità di cambiare la propria visione della
realtà, sapendola reinterpretare
e reinventare seguendo ciò che è etico, che è
vincente al di là delle paure e delle difficoltà. Questo
è il messaggio lasciato durante il quarto appuntamento della serie di eventi
denominata “HR in tutti i Sensi” organizzata da AIDP Abruzzo e Molise che si è
tenuta presso il “Caffè Letterario” di Pescara il 19 dicembre 2013. Il tema dell’incontro: “cambia mente
e il fiuto in azienda”.
![]() |
| Dott Sergio Galbiati |
L’affascinante teoria del
cambiamento è però solo una proposta da HR o può essere la realtà di chi con
coraggio vuole cambiare
lo status delle cose? Di chi per cambiare lo status delle cose non chiede
agli altri di fare ciò che egli stesso non è disposto a fare?
Ascoltando l’intervista del
Presidente AIDP A&M, Raffaele Credidio, al Dott. Sergio Galbiati, Presidente
di LFoundry Marsica, sembra proprio che la vera tempra di un uomo si colga
nella sua capacità
di decidere e di assumersi le responsabilità che ne conseguono.
Il senso morale dell’eredità
professionale ed umana da lasciare a chi ha lavorato con te, il valore del
vantaggio collettivo che viene prima dell’interesse economico e del privilegio
privato, sono i forti valori che portano Sergio Galbiati a ribadire
l’importanza del senso etico del lavoro.
La sofferenza che deriva spesso dal dover “fare la
cosa giusta”, la consapevolezza del sacrificio, il saper andare controcorrente,
quando e’ necessario, per fare cio’ che
va fatto, credendo nella bontà e necessità del cambiamento e del risultato da raggiungere,
sono alla base delle difficili scelte lavorative dei dirigenti d’impresa di
ieri e di oggi, a prescindere che ne siano coscienti o meno. La necessità di
scommettere sulle persone, dovunque esse si trovino nel mondo, e
qualunque sia la cultura che le anima, di credere nella ricchezza delle qualità
umane, nella pulsione naturale ad aggiungere valore con il proprio lavoro,
rimangono gli ingredienti fondamentali per affrontare tutte le vicissitudini sociali
ed a maggior ragione quelle aziendali. Saper scommettere su se stessi e sugli
altri è proprio degli esseri umani che generano e guidano i cambiamenti ed è antitetico
a chi pensa di appartenere ad una società e ad un’impresa dove si hanno solo
diritti, specialmente se ereditati, senza percepire sulla propria epidermide lo
stimolo irrefrenabile a partecipare al miglioramento collettivo. Spesso si
pretende senza meritare, si dà solo se c’e’ qualcosa da prendere.
La sensibilita’ per cambiare al momento giusto,
sapendo riconoscere gli inflection points,
i punti di flesso della curva della storia, sfruttando le diverse propensioni ed
intelligenze di un’equipe di lavoro, in una visione generosa del proprio agire
individuale : questo e’ gia’ ora ma ancora di piu’ sara’ il DNA dominante
nell’ecosistema che sopravvivera’.
Obiettivi professionali
vincenti, quindi, si raggiungono con uomini di
valori che con generosità sappiano cambiare mente: adattandosi, leggendo la ciclicità degli eventi storici ed
aziendali con lungimiranza, intravedendone le grandi opportunità.
Per il futuro, pertanto, sentiamoci
protagonisti nella collettività, nel nostro mondo lavorativo, credendo nella
possibilità di contribuire
al cambiamento grazie alle nostre qualità. (Elena Prizzi)
venerdì 10 gennaio 2014
Sesto Senso & Cena di Natale 2013
Evento "HR in tutti i sensi: il Sesto Senso" & Cena di Natale AIDP A&M - presso "Caffè Letterario" - Pescara - 19 dicembre 2013
venerdì 20 dicembre 2013
HR in tutti i 5 sensi: “Come ascoltare i segnali che provengono dall’organizzazione?”
“La tecnica è comunicazione:
le due parole
sono sinonimi nei direttori d'orchestra.”
Leonard Bernstein
Leonard Bernstein
Gestire
l’armonia dei talenti e le distinte voci orchestrali richiede orecchio e proprio agli
esperti musicali dell’ascolto, si
è rivolta AIDP Abruzzo e Molise, per comprendere come prestare attenzione ai
segnali di un’organizzazione. Il protagonista di questo incontro sensoriale è
l’udito e la sala d’ascolto il Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara.
La
chiave di volta o di violino dell’incontro è l’analogia tra un direttore
d’orchestra ed un HR d’azienda. Così come il direttore deve essere un grande
comunicatore, un coordinatore di talenti, nonché il modello di riferimento per impostare l’idea
del suono che si vuole realizzare, con altrettanta flessibilità, il direttore
delle risorse umane deve esserlo in azienda. Entrambe devono conoscere le parti
di tutti i componenti del gruppo, valorizzandone le peculiarità e cogliendone
gli errori. I singoli musicisti tanto quanto i dipendenti devono imparare a
lavorare all’unisono, attenendosi al proprio ruolo ed al ritmo della squadra.
“Il
gruppo musicale nasce da musicisti abituati a lavorare singolarmente, a suonare
il proprio strumento, scelto tra l’altro o per attitudine o per induzione”,
come spiega il Prof. Giorgio Bafile, docente di Didattica presso il
Conservatorio di Pescara, al microfono di Sara Cocomazzi, socia AIDP. “L’attitudine
dell’allievo, infatti, non viene vagliata o sensibilizzata dai professori, ma
la si lascia maturare nell’indole del musicista, non intervenendo neanche sul
piano motivazionale”. Nella formazione di un’orchestra, pertanto, diviene
essenziale scegliere musicisti con un livello professionale omogeneo, in cui le
attitudini musicali dei singoli si fondano con successo in quelle degli altri.
Né solisti, né voci fuori coro. “L’orchestra non è solo un gruppo musicale_
osserva Bafile_ è un’Istituzione composta da professionisti”. “L’arte del
direttore risiede proprio nella sua capacità di ascoltare, integrando e
coordinando le voci di ogni singolo strumento, suonato da ogni specifico
musicista.
Per
cogliere l’immediatezza del lavoro di un
gruppo musicale, il Maestro Giorgio Fabbri ha “orchestrato” una diretta con tre
musicisti, alle prese per la prima volta con uno nuovo spartito e con dei nuovi
colleghi con cui fare squadra (flautista Prof.ssa Lorenza Summonte, pianista Prof.
Giorgio Bafile, saxofonista Stefano D’Astolfo).
Creato
il team di lavoro ed identificato l’obiettivo da raggiungere, si è aperto così il
sipario sulle analogie metodologiche tra il mondo musicale e quello d’impresa.
I solfeggi dei singoli strumenti ricordano il vociare dei manager attorno ad un
tavolo prima della riunione, il fervore
iniziale trova l’attimo di silenzio nel solista che dà “il La” all’incontro,
tarando le note ed il senso del ritmo. Il momento dell’accordo è funzionale
tanto per l’armonizzazione degli strumenti quanto per i tempi di intervento di
tutte le voci. L’obiettivo dell’orchestra così come quello del team aziendale è
quello di suonare tutti la stessa musica, con modalità, ritmi ed obiettivi
comuni. Lo spartito deve essere lo stesso, i ritmi di ogni strumento e le
singole velocità devono essere considerati nella visione del
lavoro/pentagramma, per cogliere il reciproco punto d’incontro/accordo.
I
musicisti non hanno paura di sbagliare, rientra nel gioco delle parti e non
temono le innumerevoli prove e rifiniture, anzi è l’aspetto che più li esalta.
Nel gruppo musicale la leadership è diffusa, ognuno cerca di non soffocare gli
altri con la propria velocità, ma impara a gestire il ritmo altrui,
ascoltandolo.
I
musicisti superano i manager nella capacità di provare subito tutto lo
spartito, di vedere dove li porta quella musica, sebbene le note risultino
confuse e poco chiare, ancora da limare ed addolcire. Si studiano subito i
punti critici, si vagliano le diverse performance strumentali, si fa attenzione
all’inizio ed alla fine del brano, perché queste sono le parti che
emozioneranno il pubblico antistante.
E
così uno spartito inizialmente gracchiante, assume la voce desiderata dal suo
compositore ed il progetto prende forma e potenza. Solo il fine ascoltatore
saprà poi cogliere l’afflato dell’orchestra ed il talento dei singoli
professionisti. Uno, nessuno, centomila. (Elena Prizzi)
venerdì 15 novembre 2013
"HR in tutti i Sensi": l'UDITO - photogallery
tratto dall'evento "HR in tutti i sensi" - "Come ascoltare i segnali che provengono dall'organizzazione?" Conservatorio di Pescara - 31 ottobre 2013
| Prof Giorgio Bafile - Sara Cocomazzi |
| la penna d'oro di AIDP: Elena Prizzi |
| Maestro Giorgio Fabbri |
| Prof G.Bafile - L.Summonte - F.D'Astolfo |
| Lorenza Summonte - Giorgio Bafile |
mercoledì 13 novembre 2013
Survey TATTO: "Che Senso ha?"
"HR in tutti i Sensi" Riflessioni sensate sul nostro lavoro: TATTO
Survey indirizzata agli HR Manager di AIDP Abruzzo e Molise
Elaborata da: Alberta Ranieri e Silvia Mattioli
Evento TATTO - Brioni - Penne (Pe) 27 settembre 2013
I NUMERI
5 domande
33 Direttori del Personale intervistati
2 punti di vista: personale e aziendale
Punteggio da 1 a 5 (da un minimo di 1, affermazione per nulla condivisa a un massimo di 5, affermazione condivisa moltissimo)
1 - TOCCARE = EMOZIONARE
Survey indirizzata agli HR Manager di AIDP Abruzzo e Molise
Elaborata da: Alberta Ranieri e Silvia Mattioli
Evento TATTO - Brioni - Penne (Pe) 27 settembre 2013
I NUMERI
5 domande
33 Direttori del Personale intervistati
2 punti di vista: personale e aziendale
Punteggio da 1 a 5 (da un minimo di 1, affermazione per nulla condivisa a un massimo di 5, affermazione condivisa moltissimo)
1 - TOCCARE = EMOZIONARE
a) Quanto è importante per te emozionare,
spiegare concetti anche difficili trasferendo un certo pathos, motivare con
l’empatia?
4,6
b) Quanto è diffusa ed apprezzata nella tua azienda la capacità,
la competenza nel saper emozionare, coinvolgere empiricamente?
3,3
2 - TOCCARE = FISICITA' DEI RAPPORTI
In mondo così
dematerializzato, in cui si comunica real time attraverso smart phones, video conferenze, emails, ecc. è ancora importante avere un contatto umano?
Guardarsi negli occhi,
essere nello stesso posto e nello stesso tempo?
Quanto è importante per te? 4,8
E quanto per l'azienda in cui lavori? 3,5
3 - TATTO = EDUCAZIONE
Avere riguardo
per i colleghi, trattarli con tatto, è un atteggiamento apprezzato e ricambiato o, al contrario, viene frainteso con “debolezza” e può portare gli altri ad approfittarsene?
Quanto è vero per te ? 3,5
Quanto per l'azienda in cui lavori? 2,9
4 - TATTO = MOTIVAZIONE
Bisogna “toccare il portafoglio” per motivare i propri
dipendenti o “toccando una spalla”
riusciamo ad avere maggiore efficacia?
Quanto è vero per te? 3,8
Quanto per l'azienda in cui lavori? 3,6
5 - TOCCARE = POTERE
Può il tatto
determinare chi tra le parti ha il controllo della situazione? Chi detiene il “potere”?
Quanto è vero per te? 3,4
Quanto per l'azienda in cui lavori? 3,0
CONCLUSIONI…
L’affermazione maggiormente condivisa dal punto di
vista personale degli HR, che ottiene quasi il punteggio massimo (5), è:
«TOCCARE»=«FISICITA’
DEI RAPPORTI»
In questo tempo, nel nostro lavoro, risulta importante
avere un CONTATTO UMANO,
Segue
«TOCCARE»=«CAPACITA’
DI EMOZIONARE»
In questo tempo, nel nostro lavoro,
risulta importante
emozionarci e emozionare anche attraverso il contatto
E L'AZIENDA IN CUI LAVORIAMO?
Inaspettatamente
scopriamo che anche l’Azienda riconosce al tatto, al contatto, una sua
importanza nelle relazioni lavorative…
Che le
emozioni trasmesse attraverso il contatto umano possono giocare un ruolo
importante sul raggiungimento di obiettivi e sulle performance dei
collaboratori…
Una vera
rivoluzione se pensiamo al posto che poteva avere l’emozione in Azienda fino a
pochissimi anni fa…
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