lunedì 17 marzo 2014

HR in tutti i Sensi: l'olfatto (il fiuto in azienda)

AIDP e il sesto senso: il cambiamente
La capacità di cambiare la propria visione della realtà, sapendola reinterpretare
Dott Sergio Galbiati
e reinventare seguendo ciò che è etico, che è vincente al di là delle paure e delle difficoltà
. Questo è il messaggio lasciato durante il quarto appuntamento della serie di eventi denominata “HR in tutti i Sensi” organizzata da AIDP Abruzzo e Molise che si è tenuta presso il “Caffè Letterario” di Pescara il 19 dicembre 2013. Il tema dell’incontro: “cambia mente e il fiuto in azienda”.
L’affascinante teoria del cambiamento è però solo una proposta da HR o può essere la realtà di chi con coraggio vuole cambiare lo status delle cose? Di chi per cambiare lo status delle cose non chiede agli altri di fare ciò che egli stesso non è disposto a fare?
Ascoltando l’intervista del Presidente AIDP A&M, Raffaele Credidio, al Dott. Sergio Galbiati, Presidente di LFoundry Marsica, sembra proprio che la vera tempra di un uomo si colga nella sua capacità di decidere e di assumersi le responsabilità che ne conseguono.
Il senso morale dell’eredità professionale ed umana da lasciare a chi ha lavorato con te, il valore del vantaggio collettivo che viene prima dell’interesse economico e del privilegio privato, sono i forti valori che portano Sergio Galbiati a ribadire l’importanza del senso etico del lavoro.
La sofferenza che deriva spesso dal dover “fare la cosa giusta”, la consapevolezza  del sacrificio, il saper andare controcorrente, quando e’ necessario,  per fare cio’ che va fatto, credendo nella bontà e necessità del cambiamento e del risultato da raggiungere, sono alla base delle difficili scelte lavorative dei dirigenti d’impresa di ieri e di oggi, a prescindere che ne siano coscienti o meno. La necessità di scommettere sulle persone, dovunque esse si trovino nel mondo, e qualunque sia la cultura che le anima, di credere nella ricchezza delle qualità umane, nella pulsione naturale ad  aggiungere valore con il proprio lavoro, rimangono gli ingredienti fondamentali  per affrontare tutte le vicissitudini sociali ed a maggior ragione quelle aziendali. Saper scommettere su se stessi e sugli altri è proprio degli esseri umani che generano e guidano i cambiamenti ed è antitetico a chi pensa di appartenere ad una società e ad un’impresa dove si hanno solo diritti, specialmente se ereditati, senza percepire sulla propria epidermide lo stimolo irrefrenabile a partecipare al miglioramento collettivo. Spesso si pretende senza meritare, si dà solo se c’e’ qualcosa da prendere.
La sensibilita’ per cambiare al momento giusto, sapendo riconoscere gli inflection points, i punti di flesso della curva della storia,  sfruttando le diverse propensioni ed intelligenze di un’equipe di lavoro, in una visione generosa del proprio agire individuale : questo e’ gia’ ora ma ancora di piu’ sara’ il DNA dominante nell’ecosistema che sopravvivera’.
Obiettivi professionali vincenti, quindi, si raggiungono con uomini di valori che con generosità sappiano cambiare mente: adattandosi, leggendo la ciclicità degli eventi storici ed aziendali con lungimiranza, intravedendone le grandi opportunità.

Per il futuro, pertanto, sentiamoci protagonisti nella collettività, nel nostro mondo lavorativo, credendo nella possibilità di contribuire al cambiamento grazie alle nostre qualità. (Elena Prizzi)

venerdì 10 gennaio 2014

Sesto Senso & Cena di Natale 2013

Evento "HR in tutti i sensi: il Sesto Senso" & Cena di Natale AIDP A&M - presso "Caffè Letterario" - Pescara - 19 dicembre 2013





























venerdì 20 dicembre 2013

HR in tutti i 5 sensi: “Come ascoltare i segnali che provengono dall’organizzazione?”

“La tecnica è comunicazione: le due parole sono sinonimi nei direttori d'orchestra.”
Leonard Bernstein

Gestire l’armonia dei talenti e le distinte voci orchestrali richiede orecchio e proprio agli
esperti musicali dell’ascolto, si è rivolta AIDP Abruzzo e Molise, per comprendere come prestare attenzione ai segnali di un’organizzazione. Il protagonista di questo incontro sensoriale è l’udito e la sala d’ascolto il Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara.
La chiave di volta o di violino dell’incontro è l’analogia tra un direttore d’orchestra ed un HR d’azienda. Così come il direttore deve essere un grande comunicatore, un coordinatore di talenti, nonché  il modello di riferimento per impostare l’idea del suono che si vuole realizzare, con altrettanta flessibilità, il direttore delle risorse umane deve esserlo in azienda. Entrambe devono conoscere le parti di tutti i componenti del gruppo, valorizzandone le peculiarità e cogliendone gli errori. I singoli musicisti tanto quanto i dipendenti devono imparare a lavorare all’unisono, attenendosi al proprio ruolo ed al ritmo della squadra.

“Il gruppo musicale nasce da musicisti abituati a lavorare singolarmente, a suonare il proprio strumento, scelto tra l’altro o per attitudine o per induzione”, come spiega il Prof. Giorgio Bafile, docente di Didattica presso il Conservatorio di Pescara, al microfono di Sara Cocomazzi, socia AIDP. “L’attitudine dell’allievo, infatti, non viene vagliata o sensibilizzata dai professori, ma la si lascia maturare nell’indole del musicista, non intervenendo neanche sul piano motivazionale”. Nella formazione di un’orchestra, pertanto, diviene essenziale scegliere musicisti con un livello professionale omogeneo, in cui le attitudini musicali dei singoli si fondano con successo in quelle degli altri. Né solisti, né voci fuori coro. “L’orchestra non è solo un gruppo musicale_ osserva Bafile_ è un’Istituzione composta da professionisti”. “L’arte del direttore risiede proprio nella sua capacità di ascoltare, integrando e coordinando le voci di ogni singolo strumento, suonato da ogni specifico musicista.

Per cogliere l’immediatezza del  lavoro di un gruppo musicale, il Maestro Giorgio Fabbri ha “orchestrato” una diretta con tre musicisti, alle prese per la prima volta con uno nuovo spartito e con dei nuovi colleghi con cui fare squadra (flautista Prof.ssa Lorenza Summonte, pianista Prof. Giorgio Bafile, saxofonista Stefano D’Astolfo).
Creato il team di lavoro ed identificato l’obiettivo da raggiungere, si è aperto così il sipario sulle analogie metodologiche tra il mondo musicale e quello d’impresa. I solfeggi dei singoli strumenti ricordano il vociare dei manager attorno ad un tavolo prima della riunione,  il fervore iniziale trova l’attimo di silenzio nel solista che dà “il La” all’incontro, tarando le note ed il senso del ritmo. Il momento dell’accordo è funzionale tanto per l’armonizzazione degli strumenti quanto per i tempi di intervento di tutte le voci. L’obiettivo dell’orchestra così come quello del team aziendale è quello di suonare tutti la stessa musica, con modalità, ritmi ed obiettivi comuni. Lo spartito deve essere lo stesso, i ritmi di ogni strumento e le singole velocità devono essere considerati nella visione del lavoro/pentagramma, per cogliere il reciproco punto d’incontro/accordo.
I musicisti non hanno paura di sbagliare, rientra nel gioco delle parti e non temono le innumerevoli prove e rifiniture, anzi è l’aspetto che più li esalta. Nel gruppo musicale la leadership è diffusa, ognuno cerca di non soffocare gli altri con la propria velocità, ma impara a gestire il ritmo altrui, ascoltandolo.

I musicisti superano i manager nella capacità di provare subito tutto lo spartito, di vedere dove li porta quella musica, sebbene le note risultino confuse e poco chiare, ancora da limare ed addolcire. Si studiano subito i punti critici, si vagliano le diverse performance strumentali, si fa attenzione all’inizio ed alla fine del brano, perché queste sono le parti che emozioneranno il pubblico antistante.


E così uno spartito inizialmente gracchiante, assume la voce desiderata dal suo compositore ed il progetto prende forma e potenza. Solo il fine ascoltatore saprà poi cogliere l’afflato dell’orchestra ed il talento dei singoli professionisti. Uno, nessuno, centomila. (Elena Prizzi)


venerdì 15 novembre 2013

"HR in tutti i Sensi": l'UDITO - photogallery

tratto dall'evento "HR in tutti i sensi" - "Come ascoltare i segnali che provengono dall'organizzazione?" Conservatorio di Pescara - 31 ottobre 2013

Prof Giorgio Bafile - Sara Cocomazzi

la penna d'oro di AIDP: Elena Prizzi

Maestro Giorgio Fabbri


Prof G.Bafile - L.Summonte - F.D'Astolfo



Lorenza Summonte - Giorgio Bafile



mercoledì 13 novembre 2013

Survey TATTO: "Che Senso ha?"

"HR in tutti i Sensi" Riflessioni sensate sul nostro lavoro: TATTO
Survey indirizzata agli HR Manager di AIDP Abruzzo e Molise

Elaborata da: Alberta Ranieri e Silvia Mattioli
Evento TATTO - Brioni - Penne (Pe) 27 settembre 2013

I NUMERI
5 domande
33 Direttori del Personale intervistati
2 punti di vista: personale e aziendale
Punteggio da 1 a 5 (da un minimo di 1, affermazione per nulla condivisa a un massimo di 5, affermazione condivisa moltissimo)

1 - TOCCARE = EMOZIONARE

a) Quanto è importante per te emozionare, spiegare concetti anche difficili trasferendo un certo pathos, motivare con l’empatia?
4,6
b)  Quanto è diffusa ed apprezzata nella tua azienda la capacità, la competenza nel saper emozionare, coinvolgere empiricamente?
3,3

2 - TOCCARE = FISICITA' DEI RAPPORTI
In mondo così dematerializzato, in cui si comunica real time attraverso smart phones, video conferenze, emails, ecc. è ancora importante avere un contatto umano?
Guardarsi negli occhi, essere nello stesso posto e nello stesso tempo?
Quanto è importante per te? 4,8
E quanto per l'azienda in cui lavori? 3,5

3 - TATTO = EDUCAZIONE
Avere riguardo per i colleghi, trattarli con tatto, è un atteggiamento apprezzato e ricambiato o, al contrario,  viene frainteso con “debolezza”  e può portare gli altri ad approfittarsene?
Quanto è vero per te ? 3,5
Quanto per l'azienda in cui lavori? 2,9

4 - TATTO = MOTIVAZIONE
Bisogna “toccare il portafoglio” per motivare i propri dipendenti  o “toccando una spalla” riusciamo ad avere maggiore efficacia?
Quanto è vero per te? 3,8
Quanto per l'azienda in cui lavori? 3,6

5 - TOCCARE = POTERE
Può il tatto determinare chi tra le parti ha il controllo della situazione?  Chi detiene il “potere”?
Quanto è vero per te? 3,4
Quanto per l'azienda in cui lavori? 3,0

CONCLUSIONI
L’affermazione maggiormente condivisa dal punto di vista personale degli HR, che ottiene quasi il punteggio massimo (5), è:
«TOCCARE»=«FISICITA’ DEI RAPPORTI»
In questo tempo, nel nostro lavoro, risulta importante
avere un CONTATTO  UMANO,
Segue
«TOCCARE»=«CAPACITA’ DI EMOZIONARE»
In questo tempo, nel nostro lavoro, risulta importante
emozionarci e  emozionare anche attraverso il contatto

E L'AZIENDA IN CUI LAVORIAMO?
Inaspettatamente scopriamo che anche l’Azienda riconosce al tatto, al contatto, una sua importanza nelle relazioni lavorative…
Che le emozioni trasmesse attraverso il contatto umano possono giocare un ruolo importante sul raggiungimento di obiettivi e sulle performance dei collaboratori…
Una vera rivoluzione se pensiamo al posto che poteva avere l’emozione in Azienda fino a pochissimi anni fa…