| Andrea Bonanni - Simone Perseo |
sabato 18 aprile 2015
venerdì 17 aprile 2015
Presentazione del libro "FLESSIBILITA' vs PRECARIETA' " di F.Rotondi - Pescara 4 maggio 2015
Lo Studio Legale LABLAW, AIDP Abruzzo e Molise con il patrocinio di CONFINDUSTRIA CHIETI/PESCARA
è lieto di invitarLa alla presentazione del libro:
Ne parleranno con l’autore:
Isabella Covili Faggioli – Presidente AIDP Nazionale
Raffaele Credidio – EMEA HR Director Micron
Geremia Mancini – Dirigente sindacale già Segretario Generale UGL
Modera: Filippo Di Nardo, giornalista esperto di mercato del lavoro
scheda del libro
FLESSIBILITA’ VS PRECARIETA’
Il Jobs Act di Matteo Renzi da che parte sta?
di Francesco Rotondi
Pescara, Lunedì 4 maggio 2015
ore 16.30 – 18.30
Confindustria Chieti Pescara
Via Raiale, 110/bis
La confusione regna sovrana quando di parla di lavoro. Prevale la propaganda a scapito della
ragionevolezza e della comprensione dei reali processi in atto nell’economia e nei modelli di
organizzazione del lavoro. In questo caos mediatico posizioni largamente minoritarie nel Paese
trovano terreno fertile per affermarsi come idee prevalenti. È passato il messaggio sbagliato, ossia
l’equiparazione di due concetti profondamente distinti ma rappresentati, soprattutto nel circo
mediatico, come sinonimi e intercambiabili: parliamo di flessibilità e precarietà. La realtà, però, è
un’altra e l’autore con questo libro si pone l’obiettivo, ambizioso, di riaffermare le giuste
differenze.
Ne parleranno con l’autore:
Isabella Covili Faggioli – Presidente AIDP Nazionale
Raffaele Credidio – EMEA HR Director Micron
Geremia Mancini – Dirigente sindacale già Segretario Generale UGL
Modera: Filippo Di Nardo, giornalista esperto di mercato del lavoro
scheda del libro
"FLESSIBILITA' vs PRECARIETA' " - Il Jobs Act du Matteo Renzi da che parte sta? (2015 ed. Rubettino) - La confusione regna sovrana quando si parla di LAVORO
Gli autori
FRANCESCO ROTONDI - Avvocato, giuslavorista, docente di diritto del lavoro è socio fondatore di LABLAW Studio Legale. La sua esperienza si focalizza nel settore del diritto del lavoro, nelle RELAZIONI
industriali e nelle relative controversie. Artefice dell'implementazione del lavoro interinale in Italia, assiste alcune delle più importanti multinazionali presenti nel nostro Paese.
FILIPPO DI NARDO - giornalista specializzato sui temi del lavoro. Direttore responsabile di KONGnews.it e già direttore responsabile del bimestrale human Training, ha collaborato con Italia Oggi, Europa e Technopolis. Autore televisivo di Eureka, formar di Walter Passerini, in onda su Telelombardia e realizzato in collaborazione con La Stampa, ha scritto numerosi saggi sul lavoro tra cui per Rubettino: "McJob. Il LAVORO DA
McDonald's Italia e Networkers".
"Flessibilità vs Precarietà" di Francesco Rotondi e Filippo di Nardo
Scheda del libro
"FLESSIBILITA' vs PRECARIETA' " - Il Jobs Act du Matteo Renzi da che parte sta? (2015 ed. Rubettino) - La confusione regna sovrana quando si parla di lavoro. Prevale la propaganda a scapito della ragionevolezza e della comprensione dei reali processi in atto nell'economia e nei modelli di organizzazione del lavoro. In questo caos mediatico posizioni largamente minoritarie nel Paese trovano terreno fertile per affermarsi come idee prevalenti. E' passato il messaggio "sbagliato", ossia l'equiparazione di due concetti profondamente distinti ma rappresentati, soprattutto nel "circo mediatico", come sinonimi e intercambiabili: parliamo di flessibilità e precarietà. Qualsiasi rapporto o contratto di lavoro a tempo è identificato con l'aggettivo "precario" senza nessun distinguo. Non esiste più il concetto di flessibilità ma solo quello di precarietà che l'ha fagocitato e metabolizzato. La realtà però è un'altra. Flessibilità e precarietà non sono sinonimi ma concetti contrapposti. La flessibilità è positiva ed è distinta dalla precarietà. Questo libro spiega perché, con l'ambizione di riaffermare le giuste differenze.
"FLESSIBILITA' vs PRECARIETA' " - Il Jobs Act du Matteo Renzi da che parte sta? (2015 ed. Rubettino) - La confusione regna sovrana quando si parla di lavoro. Prevale la propaganda a scapito della ragionevolezza e della comprensione dei reali processi in atto nell'economia e nei modelli di organizzazione del lavoro. In questo caos mediatico posizioni largamente minoritarie nel Paese trovano terreno fertile per affermarsi come idee prevalenti. E' passato il messaggio "sbagliato", ossia l'equiparazione di due concetti profondamente distinti ma rappresentati, soprattutto nel "circo mediatico", come sinonimi e intercambiabili: parliamo di flessibilità e precarietà. Qualsiasi rapporto o contratto di lavoro a tempo è identificato con l'aggettivo "precario" senza nessun distinguo. Non esiste più il concetto di flessibilità ma solo quello di precarietà che l'ha fagocitato e metabolizzato. La realtà però è un'altra. Flessibilità e precarietà non sono sinonimi ma concetti contrapposti. La flessibilità è positiva ed è distinta dalla precarietà. Questo libro spiega perché, con l'ambizione di riaffermare le giuste differenze.
Gli autori
FRANCESCO ROTONDI - Avvocato, giuslavorista, docente di diritto del lavoro è socio fondatore di LABLAW Studio Legale. La sua esperienza si focalizza nel settore del diritto del lavoro, nelle relazioni industriali e nelle relative controversie. Artefice dell'implementazione del lavoro interinale in Italia, assiste alcune delle più importanti multinazionali presenti nel nostro Paese.
FILIPPO DI NARDO - giornalista specializzato sui temi del lavoro. Direttore responsabile di KONGnews.it e già direttore responsabile del bimestrale human Training, ha collaborato con Italia Oggi, Europa e Technopolis. Autore televisivo di Eureka, formar di Walter Passerini, in onda su Telelombardia e realizzato in collaborazione con La Stampa, ha scritto numerosi saggi sul lavoro tra cui per Rubettino: "McJob. Il lavoro da McDonald's Italia e Networkers".
sabato 4 aprile 2015
"Jobs Act" - tratto da Newsletter Lab Law - marzo 2015
tratto da NewsLetter "LAB LAW" - marzo 2015
martedì 31 marzo 2015
"HR LIVE 2015 con Mrs Stacey Gehlken"- Gruppo giovani AIDP A&M
Gruppo Giovani AIDP A&M
Pescara, 8 marzo 2015
A Pescara
domenica 8 marzo 2015 presso il Ristorante Cala Bianca si è tenuto l’ incontro di HR Live organizzato dall’AIDP Abruzzo e Molise Gruppo Giovani. Ospiti
d’eccezione Stacey Gehlken, Director & Global HR Operations in Nord
America, Europa ed Asia presso la Micron Technology e il Presidente dell’ AIDP
A&M Raffaele Credidio. L’aperitivo in lingua inglese è stato un modo per affrontare
e condividere esperienze e culture diverse, in quanto entrare a contatto con
altri modi di pensare, di vivere e di esprimersi "arricchisce una persona più
del denaro". Questo concetto è stato più volte sottolineato proprio perché le
organizzazioni e quindi le aziende sono costituite da persone ed il ruolo
dell’HR Manager è fondamentale, in quanto esso costituisce “l’anima” dell’organizzazione stessa. E’
stata data la possibilità ai presenti di fare domande in lingua inglese a
Stacey, che ha risposto in modo energico e completo a tutti i quesiti che le
sono stati posti.
“Qual è stata la sua esperienza di vita e
di lavoro?”
Stacey ci ha
spiegato che il percorso che ha seguito dal mondo dell’Information Technology a
quello delle Risorse Umane è diverso dal percorso che hanno avuto i suoi
colleghi. Lei non studiò per questo (HR Manager), ma ha imparato attraverso la
pratica e attraverso l’amministrazione di gruppi molto eterogenei fra loro in
giro per il mondo. Le sue esperienze sono legate alla cultura giapponese poiché
vi ha vissuto per due anni con la sua famiglia. Ciò che conta è avere rispetto
delle persone a qualsiasi livello esse siano. Per quanto riguarda il lavoro ha
detto: “Quando nella vita hai una passione sei molto fortunato, se poi la tua
passione coincide col tuo lavoro è meraviglioso!”
In USA non molte persone hanno questa fortuna,
in quanto esse cambiano lavoro spesso e a volte non possono scegliere ciò che a
loro piacerebbe fare. Altre volte, le persone non sanno cosa vogliono fare,
perciò “sei una persona fortunata se conosci le tue passioni”.
Si è avuta come l’impressione che
lei si fosse trovata a fare il suo lavoro per caso, che non era ciò che lei
pianificò ma che ha incontrato nel corso della sua carriera lavorativa. Ha
imparato ad ascoltare molto piuttosto che imporre i suoi preconcetti sulle
altre persone. Inoltre ha
detto che l’azienda è cresciuta grazie alle acquisizioni e anche lei è
stata pesantemente coinvolta nel processo di adattamento del personale al
cambiamento.
Non ha fornito nessun dettaglio
a esempio delle sue mansioni lavorative quotidiane.
“Quali sono le differenze tra le aziende
italiane e le altre aziende?”
Stacey
esordisce dicendo che : “L’Italia è unica!”
Senza poi spiegare il perchè dell’unicità italiana, ha parlato delle regole e
del governo. Ha però tenuto a specificare che l’HR Manager deve rispettare le
persone e capire il motivo che risiede alla base della poca volontà di lavorare
e/o di rispettare le regole. Egli deve sempre ricordare l’importanza della
performance e risolvere le eventuali problematiche direttamente con il
personale.
“Nell’affrontare tante culture diverse,
avete mai avuto problemi di razzismo?”
Fortunatamente non si
sono mai verificati atti razzisti. La cultura dell’organizzazione è molto
importante ed è fondamentale trasmetterla ai propri dipendenti, in modo da
creare una forte unione tra le diverse culture personali. Inoltre lei ricorda ad
ogni impiegato che qualora ci fossero dei problemi ne devono parlare con lei e chi
non rispetta la cultura degli altri colleghi viene gentilmente convocato
nell’ufficio della direzione del personale. “Si alle diversità, no ad una
performance scadente” questo è il messaggio che Stacey ha voluto passare, in
quanto le persone devono focalizzarsi sulla performance e, nello stesso tempo,
devono rispettare le altre culture.
“Qual è il vero ruolo del direttore del
personale e perché questa figura professionale è diventata così importante
nelle aziende negli ultimi anni?”
Stacey ha
spiegato che il Direttore Risorse Umane deve seguire i “bussines points” e la
mission aziendale e deve cercare di gestire le persone e le risorse umane
all’interno dell’azienda.
Non è un
lavoro facile. A volte bisogna ricordare ai direttori delle aziende i loro
ruoli, come ad esempio motivare e guidare il personale nel loro ruolo di
Leader, poiché non tutto può essere fatto dagli HR manager. Negli USA il ruolo
dell’HR manager comprende diverse mansioni, tra cui gestire le performance e le
abilità, gestire i dipendenti, curare la comunicazione, la retribuzione, la
formazione, la selezione ed il reclutamento.
Il lavoro di
gruppo è fondamentale ed è per questo che è necessario formare il personale e
che il Leader deleghi determinate responsabilità. In questo modo
l’organizzazione potrà avere successo in tutte le sedi dislocate nei diversi
Paesi. Da ciò deriva anche l’importanza
di formare e di potenziare le capacità del Leader - figura tuttora in
evoluzione - in base alle esigenze organizzative.
“Come riuscire a gestire tutto in un mondo
maschile?”
Stacey dice
che bisogna sempre ricordarsi di non essere un uomo, lei si è sempre comportata
in base al suo modo di essere e non ha mai cercato di “travestirsi” da uomo.
Donne e uomini, infatti, hanno prospettive diverse e non è necessario che una
donna acquisisca la prospettiva di un uomo.
Per le donne
spesso è difficile, ma esse hanno una intelligenza emotiva che gli uomini non
hanno e devono capire che tale sensibilità può diventare un punto di forza. In
Giappone le donne non posso stare sedute intorno a un tavolo come gli uomini e
Stacey non ha accettato questa regola e perciò ha deciso di mettere tutte le “sedie”
intorno al tavolo, pur sempre rispettando la cultura giapponese.
Non ha
detto nulla sulle disuguaglianze retributive delle HR manager donne rispetto
agli uomini oppure sul congedo maternità. Interessante è stato il fatto che ha parlato
della prospettiva giapponese ma nessun commento su quella americana.
“Come gestire le diverse culture e lingue?”
Stacey ha
spiegato che hanno organizzato dei corsi in lingua inglese soprattutto in
Giappone, in quanto i dipendenti giapponesi, non avendo un buon livello di
conoscenza della lingua inglese, erano davvero molto demotivati a causa delle
difficoltà comunicative.
Negli USA
c’è la cattiva abitudine di assumere stranieri che parlano bene l’inglese ma
spesso succede che chi parla bene è solo un traduttore. La persona giusta che
cerca un HR manager è qualcuno che magari abbia un livello più basso di inglese
ma più alto livello di competenze.
Il rispetto
delle altre culture è molto importante e l’utilizzo del linguaggio paraverbale
e non verbale nella comunicazione con le altre culture è altrettanto
importante, in quanto è una comunicazione “genuina” proprio perché non si
pretende di somigliare ad uno stereotipo di riferimento.
Infine
Stacey ha sottolineato l’importanza di capire le necessità, in termini di
capacità e competenze, del business. Capire la strategia da adottare non è
infatti sufficiente, in quanto bisogna capire come tradurla in azioni e di cosa
si ha bisogno per tale traduzione.
Cultura,
valori e performance sono strettamente collegati tra loro: non è necessario
imporre una determinata struttura e regola, ma è importante la performance ed i
risultati raggiunti nel rispetto dei valori e della cultura.
(Simone Perseo/Sara Ciancetta/Daniela Consorte)
giovedì 26 marzo 2015
Calendario ciclo Seminari 2015 - Gruppo giovani AIDP A&M
CICLO SEMINARI 2015 AIDP GIOVANI
ID
|
DATA
|
ARGOMENTO
|
01
|
07/05/15
|
Piano di marketing personale 1
Redazione del proprio piano di marketing personale |
02
|
21/05/15
|
Piano di marketing personale 2
Redazione del proprio piano di marketing personale
|
03
|
18/06/15
|
Il colloquio di lavoro
Dinamiche, regole e suggerimenti. Simulazioni
|
04
|
10/09/15
|
Speed Colloquio
L’efficacia nella sintesi, saper parlare di sé ed attirare l’attenzione in poco tempo
|
05
|
24/09/15
|
Social Networking
Utilizzare i social al fine di stabilire relazioni utili per il lavoro
|
martedì 17 marzo 2015
UnicITA' Legali - Roadshow jobs act - Pescara 27 marzo 2015
venerdì 27 marzo
dalle ore 15:30 alle ore 18:30
c/o la Sala “G. Favetta” del Museo delle Genti d’Abruzzo,
in Via delle Caserme 22, Pescara
sopra all’Auditorium Petruzzi
PROGRAMMA:
Ore 17.25: Il punto di vista di Gi Group: tutele crescenti, riordino forme contrattuali, contratto di ricollocazione a cura di Gi Group S.p.A.
Ore 15.30: Accredito
Ore 16.00: Saluti di benvenuto a cura dell’ Ing. Raffaele Credidio, Presidente AIDP Abruzzo e Molise, seguito da David Trotti del Centro Studi AIDP NazionaleOre 16.10: Illustrazione risultati dell’istant survey “Le aziende e il Jobs Act” a cura di Gi Group S.p.A.
Ore 16.25: Il Jobs Act: cosa cambia per le aziende, a cura di Falasca Giampiero, Avvocato Partner DLA Piper
Ore 17.25: Il punto di vista di Gi Group: tutele crescenti, riordino forme contrattuali, contratto di ricollocazione a cura di Gi Group S.p.A.
Ore 17.40: Question time
Ore 18.00: Modera e conclusioni a cura di David Trotti del Centro Studi AIDP Nazionale
Ore 18.30: Aperitivo
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